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A Roma il corteo dei vigili urbani di tutta Italia: “Non siamo corrotti”. Traffico in tilt

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polizia-locale-roma-scioperoIl corteo dei caschi bianchi è terminato alle 15 a piazza Bocca della Verità dove la circolazione è impazzita. La protesta per “togliere il fango gettato sulla categoria” dopo il caso delle assenze nella notte di Capodanno nella capitale. Appello a Renzi: “Serve una riforma, vogliamo il contratto della polizia di Stato”. Maxi ingorgo a Porta Maggiore.

I vigili urbani di tutta Italia in corteo a Roma per “togliere il fango gettato sulla categoria” dopo il caso delle assenze nella notte di Capodanno nella capitale. In migliaia sono arrivati da varie città in pullman, con il camper e in aereo e da piazza della Repubblica, verso le 11, ha preso il via il corteo organizzato dall’Ospol (Organizzazione sindacale polizie locali) e appoggiato dalla Ugl. Ma non dalla Cgl, Cisl e Uil. “Siamo circa 10-15mila”, hanno riferito gli organizzatori mentre sfilavano verso via Cavour fino a giungere piazza Venezia dove hanno deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto intonando l’inno di Mameli. Poi, tappa finale a Bocca della Verità completamente congestiontata con auto in colonne e traffico deviato, qui il corteo si è concluso alle 15. La circolazione nella capital, è andata in tilt durante tutta la protesta. In particolare a Porta Maggiore: dalle 8 decine di tram delle linee 14, 5, 3 e 19 sono rimasti fermi lungo la via Prenestina e via Carlo Felice, per fare il giro della piazza hanno impiegato più di un’ora, i passeggeri esasperati sono scesi dal mezzo e hanno proseguito a piedi. Caos anche intorno a piazza della Repubblica dove i manifestanti hanno ‘invaso’ la strada bloccando il traffico. E qualcuno di loro ha risposto scherzando alle proteste di qualche cittadino rimasto ‘imbottigliato’: “Il nostro lavoro alla fine è deviare il traffico”.

Così a Roma è iniziato lo sciopero nazionale dei vigili urbani proclamato dall’Ospol. Verso le 11, tra fischietti assordanti e musica rock “sparata” dagli altoparlanti, migliaia di caschi bianchi, chi in divisa, chi con pettorine fosforescenti, sono partiti in corteo da piazza della Repubblica esponendo cartelli: ‘Colpire la polizia locale per coprire Mafia Capitale’, ‘Corrotti voi indagati noi’, ‘Assenteista inventato Mafia Capitale insabbiato’, ‘La nostra riforma va approvata e la divisa mai più oltraggiata’. Fra le motivazioni dello sciopero ci sono anche gli adeguamenti del trattamento economico, il ripristino dell’equo indennizzo, le cause di servizio, la legge nazionale per l’ordinamento della polizia Locale, l’indennità di pubblica sicurezza, il riconoscimento di categoria a rischio, il monitoraggio delle malattie professionali e la copertura assicurativa 24 ore su 24 per il porto dell’arma. In testa lo striscione blu del dipartimento polizia locale del Csa e quello dei vigili urbani di Modica: “Rispetto, dignità e tutele – Riforma subito”. La scelta della città siciliana, spiega Stefano Lulli, segretario romano dell’Ospol, è “per far capire che siamo in piazza non solo per la questione di Roma, ma sono le polizie locali di tutta Italia che chiedono la riforma del Corpo”. Molti i nodi da sciogliere perciò in un clima, con il comando Generale, sempre più teso soprattutto da quando gli ispettori del lavoro che stanno indagando sugli assenteisti hanno chiarito che il numero dei vigili sospettati di aver presentato un certificato medico falso sono 31.

I vigili urbani di Roma hanno risposto all’accusa del Campidoglio di essere assenteisti con un enorme striscione con su scritto ‘Presente’. E ancora cartelli: ‘Con Marino… il Corpo alla deriva’, ‘Clemente…solo di nome’ scherzando sul nome del comandante dei vigili della Capitale Raffaele Clemente. “Quello che è successo a Roma è stata una scintilla che ha portato allo sciopero di oggi. È stato gettato fango e discredito su Corpo – ha detto il segretario romano dell’Ospol Stefano Lulli – Ci ha dato fastidio che Marino e il comandante Clemente abbiano dato notizie prima della fine dell’inchiesta. Noi siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura. Ma devono essere colpiti solo i colpevoli e non tutti i vigili”. “Credo che il diritto di sciopero vada assolutamente rispettato come vanno onorati i contenuti che apprenderemo oggi dagli scioperanti – ha commentato il sindaco di Roma, Ignazio Marino – Tuttavia dobbiamo distinguere tra quello che è il diritto di sciopero, rispetto a situazioni che non posso non definire anomale, come l’assenza per malattia di quasi l’85% della polizia locale di Roma, la notte del 31 dicembre. E’ un dato inspiegabile dal punto di vista medico e scientifico che evidentemente non richiede ulteriori commenti da parte mia, perché in questo momento ci sono una serie di autorità che stanno investigando su quanto è accaduto”. Il sindaco di Roma ha sottolineato come “pochi giorni fa la Guardia di finanza ha proceduto al sequestro di materiale elettronico presso il Comando dei vigili urbani di Roma, per capire se c’è stata una regia che ha portato a quel dato anomalo di centinaia di persone che si sono ammalate contemporaneamente nelle stesse ore. Per il resto – ha concluso Marino – credo sia invece importante il fatto che ieri ho dato delle indicazioni precise al comandante Clemente, al quale rinnovo la mia stima per la sua professionalità e determinazione nel migliorare il servizio che la polizia locale di Roma offre alla città, indicando specificamente la necessità di migliorare la viabilità urbana e il contrasto all’abusivismo commerciale, come due delle principali aree di azione, che mi attendo dalla mia polizia locale nei prossimi mesi”.

I sindacati hanno poi rivolto il loro appello al presidente del Consiglio: “Speriamo Renzi ci ascolti e il governo faccia la riforma della polizia locale. E che sia una vera riforma – ha continuato il segretario romano dell’Ospol Stefano Lulli – Chiediamo il rispetto del ruolo e delle funzioni nonché il ripristino della cause di sevizio levando quella vergogna del governo Monti. Poi ci sono altre tematiche quali la salute e la sicurezza dei vigili sul posto di lavoro”. All’attacco anche Luigi Marucci, responsabile nazionale dipartimento polizia locale Ospol-Csa: “Gli uomini e le donne della polizia locale da anni aspettano di essere catalogati tra le polizie di Stato, con tutele per la salute e protezione. E’ da tempo che noi rivendichiamo il riconoscimento della qualifica di poliziotti, chiediamo un comando generale, una divisa unica per tutti. Non possiamo essere trattati come impiegati comunali, vogliamo il contratto della polizia di Stato, del comparto sicurezza. Abbiamo chiesto un incontro a Renzi per esporgli le nostre richieste”. E sulle indagini per le assenze dei vigili romani a Capodanno, Marucci ha affermato: “Se c’è qualcosa che non va la magistratura faccia luce ma con delicatezza e rispetto del Corpo”. Mentre Francesco Garofalo, segretario generale nazionale del Csa, ha ribadito: “Vogliamo un contratto equiparato alla polizia di Stato. Non più dentro il comparto enti locali, ma con una riforma che ci identifichi per quello che siamo: agenti di polizia. Dai territori dicono che l’80% del personale ha aderito allo sciopero perché oggi è anche una giornata di sciopero oltre che di protesta”, ha continuato Francesco Garofalo.

Arrivati intorno alle 13 in piazza Venezia hanno deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria in memoria di “tutte le divise e dei colleghi scomparsi”. Una cerimonia scandita dall’inno di Mameli intonati dai caschi bianchi davanti a Maria Liguori, vedova dell’agente Michele Liguori di Acerra morto a causa di un tumore (si occupava di tematiche ambientali ed è diventato simbolo della lotta per la Terra dei Fuochi). “È una cerimonia ufficiale, autorizzata dal ministero della Difesa – ha spiegato Lulli – con cui vogliamo onorare tutti i caduti delle polizie locali”. Sotto al Campidoglio si è alzato il coro ‘Buffone, buffone, buffone’, ‘Vergogna!’ rivolto al sindaco Ignazio Marino. E poi un assedio sonoro con fischietti. In molti hanno dato per protesta le spalle a Palazzo Senatorio e srotolato sotto la scalinata un enorme striscione con su scritto ‘Con Marino il Corpo alla rovina’. Poi i vigili si sono mossi verso Bocca della Verità, dove il traffico è impazzito: via Petroselli è stata chiusa a metà e le auto sono state fatte deviare lungo via della Consolazione creando un altro ingorgo. Qui dal palco il segretario romano dell’Ospol, Stefano Lulli, ha attaccato: “Il Campidoglio e la sede del Comando generale sono blindati. Di cosa hanno paura, della vergogna che hanno? Oggi ha vinto chi sta qui, non chi è rimasto a casa o al lavoro. Avete visto la vigliaccata del Comune di Roma che solo a poco più di 24 ore dalla manifestazione ci ha mandato il permesso necessario. Speravano che mollassimo e invece siamo andati avanti, ce l’abbiamo fatta”. Il segretario nazionale Csa, Francesco Garofalo, ha risposto al ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, che proprio oggi ha promesso “massima attenzione sugli assenteismi reiterati della pa” con chiaro riferimento ai fatti di capodanno a Roma: “L’assenteismo riguarda tutto il Paese non solo la polizia locale – ha detto – se ci sono manovre poco chiare riguardo a questa cosa prendesse provvedimenti e si rivolgesse alla Procura”. Poi sulle note di ‘Te c’hanno mai mannato a quel paese’ di Alberto Sordi si è conclusa, verso le 15, la manifestazione.

Il traffico in tilt. L’agitazione dei vigili urbani della capitale ha avuto i suoi effetti sulle strade della città. I treni della ferrovia Termini-Giardinetti non hanno potuto attraversare il piazzale completamente occupato da centinaia di autovetture che confluiscono dalla Casilina e dalla Prenestina, consolare dove gli automobilisti sono restati incolonnati fin da largo Preneste. Neanche i motociclisti sono riusciti a superare il muro di lamiere. E gli automobilisti esasperati si sono attaccati al clacson. Atac ha comunicato che, “a causa degli annunciati scioperi e manifestazioni sono previsti rallentamenti e disagi per il trasporto pubblico, in particolare in superficie, bus e tram”. Al momento, “è stato riscontrato un forte traffico tra piazza di Porta maggiore e piazzale Labicano, con ritardi e rallentamenti sulle seguenti linee bus e tranviarie:3-5-14-19-50-105. L’ingorgo ha interessato anche le vetture bus in uscita dalle rimesse Collatina, Tor sapienza e Portonaccio”, per questo, informa Atac, “si è immediatamente attivata con il proprio personale per limitare al massimo i disagi per i viaggiatori”. Infine, “si scusa per le anomalie che si potranno verificare sul servizio, ricordando che le stesse non dipendono dall’azienda”, conclude l’azienda.

 

 

Fonte: roma.repubblica.it

 

 

 

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