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Treviso – Beffa accattoni: archiviate tutte le multe

Se i soldi delle sanzioni per violazioni delle norme anti- accattonaggio fossero entrati nelle casse di Ca’ Sugana, ci sarebbero come minimo 9.875 euro in più su cui fare conto, e solo per l’anno scorso. Se, appunto. La realtà è ben diversa: le multe non vengono pagate, i sanzionati sono nullatenenti senza fissa dimora, irreperibili il più delle volte, e non c’è modo di rientrare di quei «da 25 a 250 euro» determinati dal mancato rispetto del regolamento di polizia urbana. Le elemosine confiscate sono spiccioli.

Non sono certo questi gli introiti su cui fa affidamento l’amministrazione, cifre irrisorie su un taglio di contributi quantificato in oltre sei milioni di euro, ma il dato di fatto è sotto gli occhi di tutti. In questi giorni, il Comune di Treviso sta iniziando ad archiviare i procedimenti della polizia locale contro mendicanti molesti e recidivi in città, fermati e identificati dagli agenti in borghese e in divisa nel corso delle operazioni sul territorio. Nel 2014 le sanzioni per violazioni del regolamento sono state 395, quantificabili in oltre novemila euro di incassi considerando la multa minima.

Tuttavia, sono soldi ai quali Ca’ Sugana è costretta a rinunciare. Inutile insistere, o cercare i trasgressori per farsi pagare la sanzione: non avviene mai, e mai succederà. Continuare, secondo l’amministrazione, non è nemmeno conveniente dal punto di vista economico. E quindi si chiude tutto. Fra gennaio e febbraio dello scorso anno sono stati confiscati proventi dell’attività vietata in diverse zone della città, piazze, vie, mercati: la somma complessiva, almeno per quanto riguarda le venti archiviazioni già registrate, non raggiunge i cinquanta euro; eppure, se le multe venissero incassate, anche ragionando sulla sanzione minima, ci sarebbero almeno 500 euro in cassa. Le monete confiscate agli accattoni identificati dalla polizia locale sono poche: salvo alcuni episodi, non si superano i tre euro per soggetto fermato, ci sono sequestri da 33, 41 e 23 centesimi. Ma la mappa degli accattoni dice anche dove si raccolgono i frutti maggiori, e cioè fuori dai supermercati: 9 euro davanti al Despar, ben 12,49 nei pressi del Pam di piazza Borsa. Sotto sequestro finiscono solo i soldi nel cappello, o nella scatolina delle elemosine, non quanto in possesso dell’accattone: quindi, se l’introito era già stato accantonato, è salvo. I sanzionati sono quasi tutti romeni, uno slovacco, un nigeriano; hanno età che variano fra i 20 e i 60 anni, sono uomini e donne. Ma per tutti vale la stessa regola: la multa non si paga.

Fonte: corrieredelveneto.corriere.it

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