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Un drone in forza alla polizia locale. A Olbia più sicuri grazie all’occhio elettronico volante

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droneLa polizia locale di Olbia, diretta dal comandante Gianni Serra, sempre attenta alle nuove tecnologie e ai nuovi strumenti indispensabili per la tutela del bene pubblico e dei cittadini a breve si doterà di un “occhio elettronico” volante che sarà ospitato a bordo di un drone di ultimissima generazione. Nel corso di un incontro presso l’aula del consiglio comunale a Poltu Qaudu, alla presenza del comandante Serra, del direttore dell’Enac Marco Di Giugno, Francesco Alabiso ingegnere e dirigente della Meridiana Maintenance, del professor Saba esperto di tecniche investigative, del direttore dei corsi Sapr dell’aeroclub di Cagliari e di Diego Cubeddu amatore e appassionato dell’utilizzo di droni nel territorio. Il comandante Serra ha spiegato come il nuovo strumento sarà d’ausilio nella lotta agli illeciti ambientali, ma anche per il controllo del territorio e dei tratti costieri per fini preventivi. Il drone verrà, poi, utilizzato di concerto con la procura della repubblica per le attività di indagini di polizia giudiziaria.

 

In questi giorni due operatori della polizia locale verranno inviati all’Aeroclub di Cagliari, l’unica scuola autorizzata dall’Enac a formare i nuovi piloti per droni, al fine di apprendere normative e tecniche operative per pilotare al meglio il nuovo mezzo in dotazione: un phantom 2 dotato di gopro4 hd. Il comandante Serra ha voluto sottolineare come la spesa minima, 2500 euro, possa consentire di svolgere attività assolutamente impensabili prima dell’avvento di questa tecnologia. Ma il tavolo di confronto di quest’oggi è servito anche per chiarire la normativa in merito al volo di queste macchine. Non tutti sanno, infatti che il volo dei droni è disciplinato al pari di qualsiasi velivolo dall’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. Marco Di Giugno, direttore regionale dell’Ente ha spiegato come fino ad oggi il vuoto normativo in materia di droni abbia creato non pochi problemi: ” Non c’è la volontà al momento di sanzionare nessuno, ma solo di capire il fenomeno e disciplinarlo e in questa direzione ci stiamo muovendo”. Perché sia chiaro che l’utilizzo di questi mezzi, seppur in alcuni casi di facile reperimento e con un esborso tutto sommato limitato, non consente di fare quello che si vuole, perché anche nell’utilizzo amatoriale è necessario rispettare delle norme ben precise.

 

In Sardegna, ha dichiarato il direttore dei corsi dell’Aeroclub di Cagliari, volano circa 400 droni e sono destinati a crescere in modo esponenziale, anche per le infinite possibilità lavorative che si creeranno grazie a queste tecnologie, per filmare eventi, ma anche per rilevazioni di tecnici, ingegneri, geologi e per le attività delle forze di polizia. Il costo per diventare piloti? Circa 700 euro, ma necessari per ottenere le necessarie competenze e autorizzazioni per volare in tutta sicurezza e nel rispetto delle norme. C’è stato, poi, anche il tempo per fare una piccola esibizione, grazie a Diego Cubeddu, che ha fatto volare la piccola macchina volante tra gli scranni del consiglio comunale.

Fonte: www.sassarinotizie.com

 

 

 

 

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