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Codice della strada, la revisione dei limiti di velocità si blocca in Senato

La riforma del Codice della strada rallenta: manca la copertura finanziaria per tutta una serie di misure che nei mesi scorsi governanti e parlamentari avevano definito qualificanti. Giovedì scorso i loro colleghi della commissione Bilancio del Senato hanno rilevato che vari punti del Ddl che prevede la delega al Governo per la riforma (approvato già alla Camera lo scorso autunno) comportano oneri pubblici aggiuntivi che non risultano coperti da entrate come invece impone l’articolo 81 della Costituzione.

La bocciatura più rilevante in rapporto alle intenzioni espresse dalla politica negli ultimi due anni riguarda l’intero, ambizioso pacchetto a difesa degli utenti deboli della strada (individuati in bambini, anziani, disabili, pedoni, ciclisti e motociclisti): nuove regole di comportamento (tra cui una revisione dei limiti di velocità) e relative sanzioni, regole di progettazione delle strade e pianificazione della viabilità, rafforzamento delle norme a favore del trasporto pubblico, possibilità di riservare posti auto alle donne incinte e a chi trasporta bambini fino a due anni, “targatura” delle bici in funzione antifurto, regolarizzazione definitiva delle motoslitte e dei servizi di risciò, abbassamento da 150 a 120 centimetri cubici del limite di cilindrata per l’accesso dei motocicli in autostrada (e quindi anche alle tangenziali con segnaletica verde) e infine una definizione giuridica di car pooling (in modo da poter fare norme che lo agevolino).

Nel pacchetto c’è una misura ad alto impatto mediatico come la possibilità di istituire «zone d’incontro» in cui, contrariamente a quelle a traffico limitato, i veicoli possono accedere ma dando sempre la precedenza ai pedoni. Ci sono esperienze nordeuropee, di dubbia applicabilità in Italia.

Più attuabile, invece, un altro punto importante bocciato dalla commissione: il riordino del sistema sanzionatorio, per semplificarlo e renderlo coerente, dopo lo “spezzatino” di modifiche cui è stato sottoposto soprattutto negli ultimi 15 anni. In questo ambito c’è anche “l’ergastolo della patente”, cioè la revoca della licenza di guida senza più alcuna possibilità di riaverla nemmeno ripartendo da zero con esercitazioni ed esami; oggi questa sanzione scatta solo quando una persona causa per la seconda volta un incidente mortale mentre è sotto effetto di alcol e/o droga, con la riforma scatterebbe al primo omicidio.

Altro punto rilevante dal punto di vista pratico e stoppato dalla commissione è il riordino delle funzioni dei vari organi di polizia, che prevede una maggior specializzazione e, soprattutto , un maggior ricorso ad ausiliari.

Bocciati anche il pacchetto sulla revisione delle norme sulle strade per fare spazio a guard-rail meno letali per i motociclisti e segnaletica più visibile e sostenibile, la previsione di rafforzamento dei controlli in porti, aeroporti e altre aree pubbliche, i maggiori controlli su officine autorizzate alle revisioni e agenzie di pratiche, le disposizioni per favorire la diffusione delle scatole nere e migliorare l’accessibilità agli archivi su patenti, incidenti e infrazioni.

Ora il futuro del Ddl è tutto legato agli accordi politici che Governo e membri del Senato troveranno per farne proseguire l’iter. Un cammino già rallentato rispetto alle intenzioni iniziali.

Fonte: www.ilsole24ore.com

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