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Padova – Il cane Rusty fa arrestare spacciatore tunisino che vendeva ai minori

cani_agenti_cinofili

cani_agenti_cinofiliIl cane Rusty ‘arresta’ uno spacciatore tunisino. Sabato pomeriggio, gli agenti del reparto di polizia giudiziaria della polizia locale hanno ammanettato un cittadino tunisino, Zoubair Akkari, 36enne in Italia dal 2001, già più volte fermato per detenzione di stupefacenti. Grazie all’aiuto del cane Rusty, lo hanno colto in flagrante mentre vendeva hashish ad un sedicenne tra via Cairoli e via Bixio. Gli agenti monitoravano già da tempo un gruppetto di minorenni, sospettati di far uso di stupefacenti.

Durante un servizio di prevenzione hanno notato uno dei minori aggirarsi in quella zona, nota proprio per la presenza costante, soprattutto nel pomeriggio, di spacciatori. Il ragazzo avrebbe iniziato a contrattare con lo spacciatore. L’uomo, subito dopo, si sarebbe spostato prelevando delle barrette dal davanzale di una finestra di uno stabile, scambiando poi velocemente il denaro con lo stupefacente. A quel punto sono intervenuti gli agenti, bloccando il minoreche, colto di sorpresa, ha subito consegnato la sostanza appena acquistata, risultata poi hashish per un totale di 3 grammi. Akkari, nel frattempo era già in contrattazione con altri minorenni, ma vistosi braccato non ha opposto resistenza ed è stato arrestato. Addosso aveva 30 euro, provento dello spaccio e un cellulare usato per i contatti.

Sul posto anche l’unità cinofila della polizia locale con il cane “Rusty”, che hanno ispezionato il luogo ritrovando altre barrette di hashish per un totale di 8.93 grammi che il tuinisino teneva di scorta per altro spaccio. Akkari è finito in tribunale processato per direttissima, mentre il minore, ospite di una comunità di accoglienza, è stato consegnato nella mani di un responsabile della comunità stessa e segnalato alla Prefettura. Il processo per direttissima si è svolto ieri e il tunisino, che ha confessato, è stato condannato a 8 mesi di reclusione e 4000 euro di multa. Essendo incensurato, la pena è stata sospesa e nonostante il Pm avesse chiesto il divieto di dimora in Veneto, il giudice non ha accolto la richiesta.
 

 

Fonte: mattinopadova.gelocal.it

 

 

 

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