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Torino – Niente multa al locale che espone: “Non fate schiamazzi”

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pub-street-movidaLa Cassazione dà ragione ad un gestore di San Salvario che contestava la sanzione del Comune. “All’esterno del nostro pub noi non siamo responsabili”

La Cassazione dopo dieci anni cambia idea e i titolari dei locali di Torino festeggiano: «Avevamo ragione noi». Se un locale espone all’esterno un cartello per invitare i clienti a non fare rumore e a non creare disturbo ai residenti, secondo l’Alta Corte, non è punibile. Tradotto, non è multabile. E soprattutto, come avviene ora, dopo tre sanzioni non va temporaneamente chiuso. Un conto è all’interno del locale, dove la responsabilità rimane, un conto è all’esterno, dove è sufficiente mettere un avviso ben evidente. Una posizione diversa da quella espressa dalla Cassazione nel 2004. E a San Salvario sono già spuntati i nuovi maxicartelli sui “dirittidoveri” dei clienti.
Il vademecum, a caratteri cubitali, porta il marchio della nuova associazione mista tra titolari dei locali e residenti nata all’interno del quartiere della movida. «Capisco che in Italia la legislazione non sia all’inglese  dice Davide Pinto, uno dei titolari del Diwan di via Baretti  ma noi oltre ai cartelli abbiamo la vigilanza con le pettorine, e gli “spingiporte” per evitare che il suono della musica invada la strada. Più di così cosa dobbiamo fare? Speriamo che questa sentenza serva ad allargare le maglie. Se si vuole multare qualcuno, si multi chi provoca il baccano. Se riceveremo sanzioni faremo ricorso sulla base di quello che dice la Cassazione». Commenti analoghi in piazza Vittorio, dove Roberto Bettonte, coordinatore dell’associazione degli esercenti e titolare di due locali, dice ironicamente: «Faremo un “Cassazione party”. A parte scherzi, dopo questa sentenza ci sentiamo più tranquilli. Da sempre noi sosteniamo questa linea. Capisco che sia più facile multare noi e non quelli che stanno fuori, ma se noi facciamo tutto il possibile per avvisare i clienti, come può essere nostra la responsabilità?».
Anche la pasionaria antimovida di piazza Vittorio, Simonetta Chierici, tra le prime a battersi contro gli effetti nocivi del tirar tardi: «Non mi stupisce questa sentenza: stando con i piedi per terra e ragionandoci, da un punto di vista giuridico non è così folle. Se un locale fa il suo mestiere e dovere, ed è virtuoso, non ha colpe. E poi, un conto è se davanti ci sono 20 persone, un conto è se sono 100. Anche i buttafuori non sono pubblici ufficiali, se c’è gente che sbraca e urla loro non hanno gli stessi mezzi della forza pubblica. Questo però non vuol dire che non si possa far nulla. Si prenda ad esempio Palermo». Già, il sindaco Orlando ha firmato un’ordinanza che prevede multe di 500 euro per i clienti dei locali che fanno baccano, oltre al divieto di musica all’esterno dopo mezzanotte.

 

 

Fonte: torino.repubblica.it

 

 

 

 

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