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Relazione al Convegno de La Spezia del Dr. Marco Sgarbi su Protocolli Operativi – Strumenti e procedure finalizzate alla sicurezza operativa del personale della Polizia Locale

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Il servizio di Polizia Locale ha subito negli ultimi anni una decisa evoluzione verso un sempre maggior coinvolgimento nei compiti tesi alla tutela della “sicurezza pubblica” richiedendo agli operatori una evoluzione della professionalità che è andata a coinvolgere anche ambiti di intervento e situazioni operative non storicamente proprie del bagaglio di esperienze del tradizionale Vigile Urbano.

Anche una campagna di stampa, ormai consolidata, che a livello nazionale tende a demonizzare l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie ed a equiparale alle ingiuste e vessatorie gabelle di medioevale memoria, insieme ad una evoluzione della società italiana dove è salita notevolmente la consapevolezza dei propri diritti a quasi totale discapito dei doveri civici, hanno contribuito ad aggiungere nuove e maggiori difficoltà anche durante i servizi di polizia stradale, annonaria o amministrativa.
La mutata situazione sociale, acuita dalla difficile crisi economica, a cui ha contribuito anche la massiccia presenza nelle nostre città di immigrati stranieri irregolari, con tutti i problemi di convivenza e delinquenza che ben conosciamo, sia come operatori della sicurezza che come cittadini, ha indotto le Polizie Locali ad un’elevazione della professionalità in proiezione della sicurezza operativa mediante l’integrazione/acquisizione di specifiche dotazioni e di una conseguente implementazione formativa.

Anche il blocco delle assunzioni ha costretto i comandi dei Corpi e servizi di P.L. ad un utilizzo del personale senza poter tener conto delle rispettive specializzazioni ed esperienze ed ha posto quindi il problema dell’aggiornamento in tempo reale dei dipendenti per poter garantire un efficace e sicuro espletamento del servizio.

Ad esempio, a Torino queste esigenze hanno subìto una brusca accelerazione quando, ormai alcuni anni orsono, alcune pattuglie della PM sono state oggetto di aggressione da parte di una moltitudine di giovani presenti in uno dei punti di aggregazione più di tendenza della “movida” torinese. Ciò ha dato ancora maggior impulso alle problematiche di sicurezza operativa in particolare quelle che investono la sicurezza degli operatori della P.M. nell’esercizio delle attività d’istituto definibili “normali”.

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