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Turista giapponese imbratta il Duomo di Firenze: denunciata

Quando si visita una città come Firenze, un luogo ricco di arte e storia, è forte la tentazione di lasciare traccia del proprio passaggio. Un segno forte e chiaro per dire “Io c’ero”, per lasciare impresso nel tempo il proprio ricordo di turista soddisfatto. Per alcuni, evidentemente, il semplice selfie con lo sfondo di un monumento non è abbastanza. Una turista giapponese di 48 anni ha imbrattato la Cupola del Brunelleschi scrivendo la sua firma in ideogrammi. La donna ha tracciato nome e data sul marmo del Duomo di Firenze usando una matita per occhi.

Ad accorgersi di quanto accaduto è stato il Personale dell’Opera del Duomo che ha subito inviato alla polizia municipale una descrizione dettagliata della turista. Per lei è partita la denuncia: gli agenti hanno provveduto al fermo e, tramite un interprete giapponese, le hanno comunicato la denuncia a piede libero per violazione dell’articolo 639 del Codice Penale (deturpamento e imbrattamento di cose altrui). Fortunatamente la matita per le sopracciglia usata dalla donna non è indelebile e quindi non avrebbe lasciato tracce permanenti sul marmo.

Non è la prima volta che un turista straniero viene colto in flagrante mentre imbratta selvaggiamente edifici di interesse storico e artistico. Lo scorso marzo è toccato a due americane, arrestate per aver inciso le proprie iniziali su un muro del Colosseo. In questo caso, ad essere colpito dal deturpamento è stato il Duomo di Firenze, simbolo incontrastato del capoluogo toscano per la sua bellezza e imponenza.

A Firenze sono sempre più frequenti i danni ai monumenti ad opera di turisti. Qualche settimana fa un argentino è stato sorpreso a fare pipì sulla facciata della Basilica di Santa Croce, per non parlare della coppia di visitatori beccata a fare sesso nei pressi di Palazzo Vecchio. Nel 2013, infine, la bravata più bizzarra. Un turista americano di 55 anni ha spezzato accidentalmente il dito di una statua nel Museo dell’Opera del Duomo. Il motivo? L’uomo voleva prendere le misure della mano. Ma qualcosa è andato storto.

Fonte: www.consumerismo.it

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