Questo articolo è stato letto 1 volte

Graffiti a Urbino, appello della municipale: “Aiutateci, vogliamo fermare i writer”

bomboletta-spray-writers

bomboletta-spray-writersLa polizia municipale del comando di Urbino lancia un appello alla cittadinanza: “Dichiariamo guerra ai writer, se vedete uno di loro in azione denunciatelo subito alla polizia municipale. Chiediamo la collaborazione di tutti”, dice al Ducato il vicecomandante Bruno Felici.

Ultimo caso è quello dei disegni di Snem, autore di alcune opere apparse sui muri della città nei giorni scorsi. Le immagini attaccate ai muri – che non sono propriamente graffiti, ma adesivi – sono sei e sono tutti nel centro storico. Per la precisione in via dei Maceri, via Viti, via dei Veterani, via delle Stallacce, via Stretta e corso Garibaldi.

“Siamo stanchi di scritte sui muri, sui cassonetti, persino sui cartelli stradali”, continua Felici.

Snem ha anche una pagina Facebook in cui è possibile vedere le foto degli sticker attaccati nella città ducale ma anche nelle altre città in cui ha lasciato la ‘sua firma’.

L’artista usa questo tipo di street art per veicolare un messaggio ideologico. Tra le foto, infatti, c’è anche una rielaborazione in chiave ironica del logo dell’Expo 2015 che presenta l’evento come  un genocidio alimentare.

Non è il primo caso in cui a Urbino si discute sul ‘lavoro’ dei writer. Già nel 2013 questi artisti chiedevano spazio al Comune per esprimere la loro creatività ma la giunta non aveva nessun progetto per valorizzare la street art. Questo ha sempre fatto discutere perché da un lato c’è chi vede i graffiti come una moda americana, estranea alla nostra cultura, mentre dall’altra c’è chi pensa che siano simbolo di vita e quindi che siano indispensabili per Urbino.

Inoltre negli ultimi anni molte città hanno deciso di usare i graffiti per riqualificare le zone degradate. Questo è il caso del quartiere San Basilio a Roma. Qui stanno lavorando alcuni importanti artisti della street art nazionale e internazionale per decorare le grandi facciate dei palazzi.

 

 

Fonte: ifg.uniurb.it

 

 

 

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *