Questo articolo è stato letto 3 volte

Bologna – “In città a 30 km/h per la sicurezza di tutti”

bologna

bolognaA Bologna una tre giorni per parlare di Mobilità Nuova. L’evento ha sancito l’alleanza tra il capoluogo emiliano, Torino e Milano. In nome della moderazione del traffico per il miglioramento della qualità della vita in ambito urbano.

STRADE URBANE come spazi pubblici condivisi, con maggiori tutele per chi va a piedi e in bicicletta: un’altra mobilità è possibile introducendo il limite di 30 chilometri orari per i mezzi motorizzati in città. Ne sono convinti gli assessori alla Mobilità di Bologna, Milano e Torino che dagli Stati Generali della Mobilità Nuova hanno sancito un’alleanza nel nome della moderazione del traffico per il miglioramento della qualità della vita in ambito urbano. All’appuntamento, organizzato dalla Rete Mobilità Nuova insieme al Comune di Bologna, hanno preso parte più di cinquecento persone, tra tavoli tecnici e incontri tematici ospitati a Palazzo d’Accursio e in Sala Borsa. La tre giorni per ridisegnare la mobilità nello spazio pubblico e il traffico in ambito urbano si è svolta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il patrocinio dei Ministeri dei Trasporti, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.

Città a 30 km/h. Bologna, Milano e Torino si candidano a diventare “città 30”, dove il limite di 30 chilometri orari sarà esteso a tutto il territorio urbano (a eccezione delle arterie di scorrimento). Dunque non più “zone 30” a macchia di leopardo, ma città complessivamente più a misura di pedone e ciclista dove soltanto sulle strade principali si potrà continuare ad andare a 50 km/h. Un primo impegno concreto in vista di un progetto, ancora in fase embrionale, che potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi: la creazione di un nuovo soggetto unitario promosso da Bologna/Milano/Torino insieme con Rete Mobilità Nuova per dare continuità all’azione della Rete affiancando quella dei Comuni virtuosi e delle associazioni.

L’Italia cambia strada. La novità è stata molto ben accolta da Legambiente, associazione da sempre in prima fila nelle battaglie per avere strade meno inquinate e più vivibili: “Passare da una città dove i 50 chilometri orari sono la regola e i 30 l’eccezione, all’esatto contrario, introducendo il limite di 30 nei centri abitati e l’eccezione a 50 sulle principali arterie di scorrimento è un atto di grande coraggio da parte di queste tre grandi città: la loro scelta può davvero aprire la strada a un nuovo modello di mobilità urbana con gerarchie completamente capovolte: non più soprattutto auto e poi tutto il resto, ma pedoni, ciclisti, trasporto pubblico e pendolari al primo posto in un’ottica di reale efficienza, qualità e sicurezza dello spostamento”.

Aree urbane più vivibili. “Dopo questi tre giorni, è chiaro che non esiste mobilità diversa da quella nuova né una politica nazionale della mobilità che d’ora in poi non guardi prioritariamente alle aree urbane. Siamo molto soddisfatti della riuscita di questa edizione e delle parole chiare che ci ha voluto indirizzare il ministro Delrio, sancendo il vero inizio di una fase nuova”, dichiarano in una nota congiunta gli assessori alla Mobilità di Bologna (Andrea Colombo), Milano (Piefrancesco Maran) e Torino (Claudio Lubatti). Simona Larghetti e Beppe Piras, portavoce di Rete Mobilità Nuova, confermano: “Lavoreremo nei prossimi mesi per far evolvere la Rete verso la nuova associazione, rafforzando e accrescendo la partecipazione a questo progetto di tutti i soggetti interessati anche con l’obiettivo di accompagnare insieme con le amministrazioni locali lo sviluppo delle proposte avanzate”.

La Carta di Bologna per Delrio. I punti fondamentali emersi dai cinque tavoli di lavoro degli Stati Generali (città, spazio pubblico, sicurezza, infanzia e turismo) daranno forma e sostanza alla “Carta di Bologna per la Mobilità Nuova”, un documento programmatico (di prossima pubblicazione) per reindirizzare le politiche nazionali, regionali e locali in materia. Cittadini attivisti della ciclabilità urbana e promotori della mobilità “demotorizzata” hanno lavorato fianco a fianco con architetti, ingegneri e amministratori per far emergere un pacchetto di proposte operative da sottoporre al governo e soprattutto al neoministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio, che da sindaco di Reggio Emilia introdusse il “senso unico eccetto bici” in città e ospitò nel 2012 i primi Stati Generali della Mobilità Nuova.

Infrastrutture e intermodalità. All’orizzonte c’è un piano nazionale per la mobilità urbana del governo che metta al centro un programma di medie e piccole opere diffuse in favore di pedoni, ciclisti e trasporto pubblico e l’impegno a riprendere presto l’iter di approvazione della riforma del Codice della Strada all’esame del Parlamento. Intanto la campagna sull’intermodalità bici+treno lanciata sulla piattaforma Change.org da Sara Poluzzi continua a raccogliere consensi e Trenitalia ha confermato la propria disponibilità a incentivare il trasporto delle bici sui treni attraverso una formula da concordare con la Conferenza delle Regioni, cui spetta l’ultima parola sul tema.

Un evento social. Gli Stati Generali della Mobilità Nuova si sono fatti strada anche sui social network, tanto che l’hashtag ufficiale della manifestazione #SGMN è entrato nei trending topic su Twitter durante l’assemblea plenaria di apertura cui ha preso parte anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. La macchina organizzativa della manifestazione – dalla logistica al catering – ha potuto contare sulla fattiva collaborazione dell’Associazione #Salvaiciclisti Bologna. Tra i politici intervenuti ai tavoli e alle assemblee anche il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini e il deputato del Pd Paolo Gandolfi, coordinatore dell’intergruppo parlamentare della mobilità nuova, componente della Commissione Trasporti e sostenitore della ciclabilità urbana. Lo scatto di Barbara Pau ha vinto il concorso fotografico #lospazioèinmovimento come immagine-simbolo degli Stati Generali, con un premio a tema: un weekend di cicloturismo nella Val d’Itria in Puglia.

Obiettivi in vista di Torino 2016. Dalla tre giorni bolognese sono emerse alcune priorità da sottoporre all’agenda politica: fissare a livello nazionale target di mobilità che obblighino i Comuni a portare sotto il 50% la quota di spostamenti individuali in auto all’interno del proprio territorio; cambiare il Codice della strada introducendo il limite dei 30 km orari nei centri urbani; vincolare alla realizzazione di opere per il trasporto pubblico locale, pendolare e non motorizzato almeno il 50% della spesa nazionale e regionale destinata alle infrastrutture per la mobilità. Intanto è già stata scelta la città che ospiterà i prossimi Stati Generali della Mobilità Nuova nel 2016: si tratta di Torino. Ieri città simbolo dell’auto e della motorizzazione di massa, domani laboratorio dello spazio pubblico condiviso da tutti gli utenti della strada.

 

 

 

Fonte: www.repubblica.it

 

 

 

 

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *