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Modena – Ubriachi al volante puniti con il lavoro

Quattro anni fa l’annuncio, un anno fa l’accordo tra il Tribunale di Modena e il Comune e ora arriva un primo bilancio dell’importante possibilità di commutare una sanzione per guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti con un lavoro socialmente utile. Niente carcere e niente multa, meglio impegnare un monte ore e le proprie abilità per fare qualcosa per la comunità. Con questo sistema l’automobilista, al quale è stata ritirata la patente di guida e sequestrata l’auto dopo l’accertamento di un tasso alcolico superiore a quello consentito, può estinguere il reato mettendosi al servizio della collettività in un ambito specifico come l’educazione e la sicurezza stradale.

Il Comune è stato infatti tra i primi in Italia a recepire una delle novità della riforma del Codice della strada che permette al giudice – se l’imputato non ha causato un incidente e non ha già usufruito del beneficio – di commutare con il lavoro di pubblica utilità la pena detentiva e pecuniaria a carico di chi ha violato il Codice della strada perché guidava alterato da alcol o droga.

Sono stati già 101 i sanzionati di diverse età, nazionalità e professionalità che hanno usufruito di questa opportunità nei settori del Comune coinvolti. La maggior parte di loro ha terminato il percorso con esito positivo. Commentano al comando della municipale: «Proprio per il carattere del reato, nella convenzione sottoscritta tra Comune e Tribunale, sono state privilegiate attività nell’ambito della sicurezza stradale». Il comando di via Galilei, quindi, oltre a essere il diretto coordinatore di tutte le attività, ospita nei suoi uffici condannati che scelgono un percorso di supporto nella gestione amministrativa dell’attività della municipale.

Si tratta per lo più di giovani, spesso universitari, che hanno conseguito da poco tempo la patente di guida, impiegati, grazie alle loro conoscenze informatiche, in attività di aggiornamento e inserimento dati, ma anche di insospettabili professionisti, uomini e donne, che oltre a estinguere il reato, hanno così la possibilità di dimezzare il periodo di sospensione della patente di guida e di vedersi revocare l’eventuale confisca del veicolo sequestrato. Persone meno digitalizzate, o che svolgono attività lavorative artigianali, vengono invece impiegate nei Settori dell’ambiente e della manutenzione, per esempio in lavori di tinteggiatura, falegnameria o giardinaggio. La prestazione di lavoro non retribuito ha una durata corrispondente alla pena detentiva, oppure al numero di giornate corrispondenti alla pena pecuniaria. Per accedere al percorso è necessario un contatto diretto con la Polizia municipale e un colloquio informale.

Fonte: gazzettadimodena.gelocal.it

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