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Trieste – Operazione “S-tintoretto” della Polizia Locale: ecco le firme dei writers

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bomboletta-spray-writersIl blitz della Polizia Locale con sei pattuglie è scattalo alle 7 del mattino presso le abitazioni dei giovani triestini: sequestrati bombolette spray, pennarelli, squeezer e tutto il necessario per vandalizzare la città, ma anche smartphone, computer, fotocamere digitali, chiavette usb e supporti di memoria.

Come abbiamo riportato l’altro ieri, dopo l’annuncio entusiasta del sindaco Cosolini, sei giovani triestini sono stati indagati dalla Procura della Repubblica per danneggiamento, imbrattamento e deturpamento. Sono accusati di aver scritto su monumenti, edifici, serrande e quant’altro con vernici spray e pennarelloni indelebili in tutta la città ma, con particolare accanimento, nel centro storico.

L’operazione Stintoretto 2015, su iniziativa del Nucleo Interventi Speciali della Polizia Locale, ha impegnato gli investigatori per quasi tre mesi ma ha consentito di arrestare l’attività vandalica di un gruppo di writer. «Si è trattato di un lavoro complesso, lungo e meticoloso, spesso necessario anche di notte – si legge nella nota stampa -; quasi tre mesi per intercettare il gruppo, risalire all’identità di ciascun writer e raccogliere un numero cospicuo di fatti con evidenze schiaccianti sulle loro responsabilità. All’inizio di aprile la Procura della Repubblica ha ritenuto necessario il prosieguo delle indagini assumendone il coordinamento e dando loro un ulteriore impulso, vista l’attività d’indagine svolta fino a quel punto e non trascurando i possibili sviluppi che potrebbe avere in futuro».

danni cagionati dai writer talvolta sono irreparabili. Cancellare la vernice spray dalle pietre pregiate senza rovinarle, richiede un procedimento complicato e molto costoso. Ll Parroco della chiesa di piazza Hortis ha ricevuto un preventivo di 30.000 euro per ripulire la facciata laterale dall’ultimo imbrattamento. Il proprietario di un edificio, appena ultimati i lavori di copertura degli intonaci (costati 10.000 euro), si è accorto della scritta deturpante: al danno si è aggiunta la beffa perchè i solventi per cancellare la scritta vanificherebbero la nuova copertura e perciò deve scegliere se tenersi il “fregio” o sborsare altri diecimila euro.

L’epilogo della scrupolosa operazione è avvenuto venerdì scorso alle 7 del mattino quando sei squadre di Polizia Locale in borghese si sono presentate negli alloggi dei giovani con il decreto di perquisizione: gli Ufficiali di polizia giudiziaria dovevano cercare e requisire tutto il materiale legato all’attività vandaliche, comprese le strumentazioni informatiche, possibili fonti di prove. Così infatti è stato: «negli appartamenti sono state trovate quantità sufficienti di bombolette spray, pennarelli, squeezer e tutto il necessario per vandalizzare la città – continua il comunicato della Polizia Locale -; requisiti anche smartphone, computer, fotocamere digitali, chiavette usb e supporti di memoria».

I giovani dovranno ora rispondere delle loro azioni: la pena prevista per il reato di danneggiamento è la reclusione da 6 mesi a 3 anni; il deturpamento prevede una multa su querela di parte e, se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la reclusione fino a un anno o una multa. In ogni caso, a tutti verranno notificate più multe da 1000 euro – una per ogni scritta verificata dai NIS – per aver violato il Regolamento di Polizia Urbana (sanzione inasprita qualche mese fa dall’Amministrazione proprio come deterrente del fenomeno writer); a qualcuno anche 300 euro/scritta per aver imbrattato cassonetti e cestini dei rifiuti. Senza contare che grazie ai loro tag – così si chiamano le firme stilizzate sui muri, una sorta di marchio per essere riconosciuti nel giro – chi è stato danneggiato ha finalmente un nome e un cognome al quale indirizzare la denuncia e la richiesta di risarcimento («anche per questo – spiega la Polizia Locale – alleghiamo le foto con tutti i tag).

 

Fonte: www.triesteprima.it

 

 

 

 

 

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