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Omicidio colposo e sinistro stradale. Commento a margine della sentenza della Corte di Cassazione n.16680/15 (G. Simonato)

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La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un omicidio colposo in conseguenza di un sinistro stradale tra un’automobile e una bicicletta.
La recente sentenza della Corte di Cassazione, sez. IV Penale, 21 aprile 2015, n. 16680, è stata emessa a seguito del concorso di colpa nella causazione di un sinistro stradale con conseguente responsabilità penale.
I giudici di merito hanno ritenuto l’imputato responsabile della morte del ciclista per aver proceduto ad una velocità non commisurata al centro abitato, al limite imposto, alla presenza di attraversamenti pedonali ed al fondo stradale bagnato per la pioggia.
In particolare, secondo la ricostruzione del sinistro operata nei gradi di merito, si stabiliva che il veicolo percorreva la strada alla velocità di km/h 85 circa quando il ciclista si era immesso nell’incrocio dalla destra dell’automobilista senza dargli la precedenza.
Successivamente all’impatto, il ciclista era finito sul cofano dell’autovettura e, dopo aver sfondato con la testa il parabrezza, era stato sbalzato in avanti unitamente al velocipede alla distanza di circa 24 metri dal punto d’urto, decedendo dopo qualche ora, mentre l’autovettura, dopo una marcia di 18 metri da tale punto, aveva iniziato una manovra di frenata lasciando tracce per m.17,55, oltre ad ulteriori m.9 prima di fermarsi ad una distanza di circa 44 metri dal punto d’urto.
L’automobilista ha proposto ricorso per cassazione censurando la sentenza impugnata per i seguenti motivi:

  1. inosservanza o erronea applicazione dell’art.589 c. p.
  2. valutazione della prova art. 192 c.p.p.

L’articolo del codice penale non ha bisogno di spiegazioni ed è applicabile direttamente nel caso di un sinistro stradale con esito mortale come nel caso di specie. 

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