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Lecce – Scritta omofobia affissa in un chiosco, interviene la polizia locale. Poi le scuse

Le scuse, tardive e in un certo senso indotte, non hanno cancellato la vergogna di una scritta inopportuna e discriminatoria, oltre che insensata: “Genitori tenete lontani i vostri figli dai gay”. Il messaggio, vergato con il gesso su una lavagna, è apparso su un chiosco situato in via Trinchese, nelle vicinanze del teatro Apollo.

Una frase già grave di per sé, ma ancora più spiacevole poiché in concomitanza del “Rainbow day”, la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Lecce, infatti, ha aderito con una serie di eventi e appuntamenti all’iniziativa (patrocinata anche dal Comune), e i colori dell’arcobaleno sono tornati a tinteggiare il capoluogo salentino. Il corteo, pacifico, allegro e colorato, è partito da piazza Sant’Oronzo ed è transitato nei pressi del chiosco dove è stata affissa la frase incriminata.

Pressoché immediata la risposta del Comune di Lecce, l’assessore Andrea Guido ha fatto rimuovere il cartello dalla polizia locale. Su facebook l’assessore Guido ha ringraziato, postando una foto del chiosco senza la scritta incriminata, “la polizia municipale che è prontamente intervenuta”. Ha affidato il suo commento ai social anche l’assessore Alessandro Delli Noci che, sul suo profilo facebook, ha scritto: “Alla larga da te! Lecce ha proprio bisogno di crescere”.

“Il commerciante – ha commentato Gaia Barletta, responsabile dall’associazione LeA (Liberamente e Apertamente) – ha esposto un cartello offensivo che è stato strappato, poi scritto nuovamente la frase su una lavagnetta. Noi abbiamo quindi deciso di scattarci delle foto proprio lì davanti”. Nel pomeriggio il proprietario del chiosco ha cercato, almeno secondo le sue intenzioni, di chiarire le proprie ragioni e di fare delle scuse esponendo un altro messaggio. 

“Chiedo scusa a quanti possono essersi sentiti offesi dalle mie parole, pronto a chiarire! La mia era una frase rivolta solo alle persone che manifestavano vicino alla mia attività, dalle quali sono stato aggredito verbalmente più volte sin dall’arrivo alla mia attività. Mi scuso con tutti gli altri”.

Il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra, ricorda intanto come ciò sia avvenuto proprio “nel giorno in cui pil residente della Repubblica, Sergio Mattarella, dichiara testualmente: ‘Gay, discriminazioni e violenze offendono libertà di tutti'”. “Mi vergogno di essere cittadino leccese prosegue -, dovendo leggere frasi omofobe esposte da un operatore commerciale nella centralissima via Trinchese a Lecce, che stanno facendo il giro del web”.

“Concordo con le doverose dichiarazioni di condanna dell’accaduto da parte qualche assessore della giunta Perrone, ma resta il fatto che nella nostra comunità si manifestino forme così evidenti di discriminazione, ancor di più in una città che si offre all’Europa ed al bacino del Mediterraneo come vetrina di cultura, arte e di storia”.

 

“La generosità dei leccesi e la loro civiltà non meritano una così cattiva pubblicità. Occorre uscire da un provincialismo che spesso si cela dietro il pensato e non detto, creando scalpore solo quando viene manifestato, frutto – conclude – di un retroterra culturale fatto di ignoranza e di caccia alle streghe, figli di un tempo che non c’è più”.

 

Fonte: www.lecceprima.it

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