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Il primo momento di “contatto” tra Polizia giudiziaria e Pubblico Ministero: la comunicazione della notizia di reato (M. Ancillotti – Parte I)

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Premessa

Uno dei momenti di maggiore delicatezza, ancorchè spesso trascurato dagli organi di polizia giudiziaria, riguarda il primo momento di contatto e comunicazione con il Pubblico Ministero. Non mi riferisco tanto al c.d. contatto verbale, ove necessitato dalla particolare contingenza del momento, ma a quello più prettamente formale caratterizzato dalla consegna, formale e rituale della c.d. comunicazione di notizia di reato corredata di tutta la documentazione di attività di polizia giudiziaria predisposta nell’occasione.
In realtà la comunicazione di notizia di reato rappresenta verosimilmente, l’atto di maggiore importanza, quanto meno sotto l’aspetto del rapporto tra polizia giudiziaria ed organo dell’accusa, con cui, come vedremo, si realizza, od almeno dovrebbe realizzarsi, quel rapporto di fiducia particolare tra i due organi dell’investigazione processuale.
E’ proprio in questo momento che, almeno sul piano formale, si concretizza quello scambio di informazioni sorretto da regole processuali da rispettare che consentirà al Pubblico Ministero di assumere l proprie determinazione in ordine al promuovimento dell’azione penale.
E’ cioè in questo momento che il massimo organo di investigazione prende atto della notizia di reato e decide, ove ciò ritenga di fare, quali comportamenti investigativi adottare. E non inganni la considerazione che nella maggior parte dei casi e dei reati affidati alla competenza istituzionale della polizia locale ciò non accade, perché non deve essere la particolarità di un caso concreto, ancorchè ricorrente, a farci perdere il senso del rapporto che deve esistere tra organo dell’accusa e polizia giudiziaria

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