Questo articolo è stato letto 0 volte

Lecce – Cacciarono dal parco due ragazze che si baciavano: i vigili a lezione anti omofobia

Vigili urbani a lezione di diritti. Si discuterà di omosessualità e omofobia a Lecce, dal prossimo autunno, per scongiurare il rischio di nuovi episodi discriminatori nei confronti delle persone dello stesso sesso legate da rapporti sentimentali. La decisione è giunta al termine di un confronto tra le associazioni Agedo e Lea-Liberamente e Apertamente e l’amministrazione comunale, dopo la vicenda delle due ragazze fatte allontanare da un parco cittadino per le loro effusioni sgradite ai frequentatori. L’episodio è accaduto il 23 maggio e fa il paio con l’esposizione di un cartello con una scritta omofoba in un chiosco del centro storico, risalente appena a una settimana prima.

Le giovani vittime della discriminazione nel parco dei bambini, in via Giovanni Paolo II, hanno denunciato l’accaduto attraverso il sito Lez Pop, ma non hanno voluto raccontare la loro storia ad altri organi di informazione né tantomeno alle associazioni anti omofobia, che pur hanno provato a cercarle per offrire loro supporto morale e consulenza. I vigili urbani hanno chiarito che le ragazze sono state invitate a lasciare il parco perché si erano sdraiate in una zona in cui non è consentito. Nessun intento discriminatorio, stando alla loro ricostruzione, ma soltanto la volontà di far rispettare la legge, indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone sollecitate a spostarsi.

Nell’incertezza dell’accaduto, tuttavia, le associazioni Lea e Agedo – presiedute da Gaia Barletta e Gianfranca Saracino – hanno ritenuto utile avviare un confronto con l’amministrazione comunale, al fine di dare vita a percorsi formativi simili a quelli già in atto a Bari. I risultati della prima indagine pilota, condotta sui dipendenti del Comune capoluogo, sono stati resi noti appena pochi giorni fa e rappresentano solo il primo punto d’arrivo del lavoro del tavolo tecnico voluto dall’ex sindaco Michele Emiliano.

A Lecce si punta a ripetere un’esperienza simile, che per ora coinvolge solo i vigili urbani (grazie alla collaborazione del comandante Donato Zacheo e dell’assessore Luca Pasqualini), ma presto potrebbe estendersi agli altri dipendenti pubblici, alla luce del fatto che la capitale del barocco e la sua provincia, a partire naturalmente da Gallipoli, amano definirsi gay friendly e a questa caratteristica legano anche una parte della loro fortuna turistica.

Fonte: bari.repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *