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Pordenone – Polizia rurale, multe salate a chi trascura canali e fossi

Gli agricoltori, e non soltanto, dovranno prestare attenzione al nuovo regolamento di polizia rurale. Vengono infatti inasprite le sanzioni e aumentano le prescrizioni, per esempio per alcune attività agricole e il rispetto di canali e fossati. I lavori per modificare il documento, in vigore dal 2002, sono stati avviati nel 2012. Domani, in consiglio comunale, l’approvazione.

Negli ultimi mesi se ne sono occupati la commissione consiliare presieduta da Alberto Bernava (Cittadini), l’assessore all’Ambiente, Andrea Bruscia, e gli uffici comunali, cui negli anni sono giunte numerose segnalazioni di criticità, prese in considerazione per le modifiche al regolamento. C’è stato un confronto con Coldiretti, Legambiente, cacciatori e altri soggetti.

Tra le numerose novità introdotte, ci sono prescrizioni atte a evitare gli allagamenti delle strade, come effetto del dilavamento delle acque superficiali dai campi. «Si deve tener conto, per esempio, dell’effetto dannoso di teli impermeabilizzanti per le colture – osserva Bernava –: in ogni caso c’è l’obbligo di realizzare canaline di scolo». Non realizzare i fossi comporterà sanzioni da 100 a 600 euro, pagabili in via breve con 200 euro: ma in caso di recidiva, la sanzione passa a 600 euro. Nello stesso ambito, ci sono diversi obblighi per chi volesse tombinare o chiudere fossi e canali, laddove si possa fare. In genere però è fatto divieto di alterare i corsi d’acqua o creare ostacoli alla loro fauna.

Vengono inserite norme prima inesistenti, come quelle sullo smaltimento di digestato degli impianti a biomassa, letami e materiali palabili (per esempio, distanza di 30 metri dalle case, 5 dai corsi d’acqua) e regole più precise sulla transumanza (divieto in aree di interesse ambientale). Sono stati inseriti il regolamento sulla pubblica quiete e le norme introdotte sul Tagliamento negli ultimi anni. «Particolare attenzione è stata data alla coltura delle barbatelle», evidenzia Bernava.

Si parla soprattutto della diffusione di presidi sanitari come i fitofarmaci: si sono allungate le distanze entro cui diffonderle rispetto ad abitazioni, orti e cortili. Non cambia nulla per la zona del centro, mentre in zona 2 (dove i campi si alternano alle abitazioni) è stata inserita una fascia di 15 metri da case e orti. In altre zone le distanze passano da 15 a 30 metri per i prodotti sparsi a terra e da 30 e 50 per quelli diffusi sulle chiome. Distanze dimezzate nel caso si utilizzino macchinari agricoli con accorgimenti che impediscono la dispersione dei prodotti.

Le sanzioni sono aumentate per tutti i tipi di violazione: per quanto riguarda l’erogazione di presidi sanitari, il pagamento in via breve passa da 50 a 400 euro.

Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it

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