Questo articolo è stato letto 0 volte

La Spezia – Appendiabiti nelle strade della Spezia, stop alle multe

Schiarita in vista tra Comune ecommercianti dopo le polemiche sugli “stendini” per abiti, piazzati davanti ai negozi nelle vie di maggior afflusso pedonale. Stop alle multe, per adesso, in attesa di un regolamento che entro l’anno dovrà dettare dimensioni, periodi e costi per l’occupazione di suolo pubblico. Nei giorni scorsi sono iniziate ad arrivare a destinazione le autorizzazioni, che erano statebloccate e che scadranno tutte il prossimo 31 dicembre, in attesa delle nuove norme operative dal 2016. Ieri mattina alcuni funzionari del Comune hanno accettato l’invito del direttore di Confcommercio, Roberto Martini, compiendo insieme a lui e ad alcuni operatori un sopralluogo per confrontare a caldo le situazioni e le opinioni.

Il gruppo ha percorso a piedi il centro storico: via Prione, corso Cavour, piazza Sant’Agostino, imbattendosi non solo negli appendiabiti a rotelle ma in una serie di “ingombri” che ormai fanno parte del panorama: banchi frigo, valige, ceste piene di prodotti senza parlare dei dehors. «Abbiamo ritenuto opportuno effettuare questa verifica sul campo – ha spiegato una funzionaria del Comune – perché ci rendiamo conto dell’importanza di attrarre i clienti, soprattutto di passaggio o crocieristi, ma è altrettanto necessario individuare soluzioni condivise che impediscano un abbruttimento delle strade. Per questo il Comune ha deciso di aprire una fase interlocutoria durante la quale le sanzioni saranno sospese».

Opinione condivisa da Martini: «Ottimo lavoro insieme all’ Amministrazione che ha compreso le necessità degli operatori nel rispetto della tutela e del decoro della città». Fino alla fine dell’anno, ricapitolando la situazione, chiunque lo vorrà sarà autorizzato a mettere gli stand fuori dal negozio a prescindere da forme, gusti e dimensioni, pagando la Cosap. Tra le condizioni poste al mantenimento dell’autorizzazione la corrispondenza tra lo stand dichiarato e quello utilizzato, la distanza massima di un metro e mezzo dalle vetrine, il posizionamento lontano da scarichi e pluviali e la responsabilità del commerciante per eventuali danni a terzi. Delusione per i sostenitori della tolleranza zero: per loro non c’è “carugio” che tenga, via Prione non è un suk e contestano quei goffi appendini. Per chi critica i carrelli colorati pieni di magliette, camice e accessori il decoro è decoro, anche se urbano, e gli spazi espositivi occupati dai negozianti non fanno certo eccezione.

Fonte: www.ilsecoloxix.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *