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Verona – Biciclette «marchiate» contro i furti

La polizia municipale ha ormai perso il conto delle biciclette (presumibilmente) rubate rinvenute durante gli sgomberi di edifici occupati abusivamente. L’ultimo blitz, la scorsa notte in via Albere, ha portato all’identificazione di due cittadini marocchini che, tra le altre cose, avevano con sé otto bici, alcune ridotte a rottame, altre in ottime condizioni. La bella stagione, indicativamente da marzo a ottobre, è quella preferita – per una questione di offerta – dai ladri di biciclette. Il loro terreno di caccia è il centro città, i luoghi più a rischio sono quelli dove c’è una grande concentrazione di mezzi: Università, ospedale di Borgo Trento, Biblioteca Civica, soprattutto Stazione Porta Nuova. Numerose anche le razzie di bici dai garage. Nei giardini di piazza Bra, ci sono segnalazioni di trattative per la compravendita di bici rubate. Sui bastioni, vengono talvolta usate come merce di scambio per una dose di droga. Tutt’altro capitolo riguarda i furti nei negozi: la refurtiva viene immediatamente portata all’estero e rivenduta su siti di annunci fuori dalla giurisdizione della polizia postale.

A Verona il parco di potenziali vittime dei ladri di biciclette è sempre più numeroso, come confermano le immagini delle telecamere fisse della Municipale che registrano una frequenza crescente di spostamenti a pedali per la città. «Da un paio d’anni a questa parte la sensazione è che sia aumentato sensibilmente l’uso della bici a Verona, vuoi per ragioni economiche, vuoi per la frustrazione del traffico o della ricerca di parcheggio – conferma Giorgio Migliorini, presidente degli Amici della Bicicletta – E la sensazione è che, parallelamente, ci sia stata anche un’impennata di furti». Qui, purtroppo, bisogna andare a sensazioni perché i numeri ingannano.Le denunce per furti di bici presentate al comando dei vigili sono appena 63 dall’inizio dell’anno. Un dato più complessivo, con le denunce presentate a tutte le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili) è di difficile reperibilità per l’anno in corso. L’ultimo disponibile, per l’anno 2012, racconta di 864 denunce a Verona. Il problema è che la maggior parte dei furti non vengono denunciati, probabilmente perché chi li subisce non ha nessuna aspettativa che il suo mezzo venga ritrovato. Eppure, secondo il comandante della Polizia Municipale Luigi Altamura, denunciare è fondamentale. «Solo così possiamo avere una corretta percezione del fenomeno, nei numeri e nei luoghi più a rischio », spiega. Oltretutto, delle 160 telecamere collegate alla centrale operativa dei vigili, una parte sono puntate direttamente su rastrelliere. Così, ad esempio, è stato immortalato (e arrestato) l’audace ladro che l’anno scorso rubò una bici proprio sotto la finestra dell’ufficio del sindaco. Ma adesso, la lotta ai furti di biciclette sta per fare un salto di qualità.

Il Comune sta predisponendo un bando pubblico, finanziato grazie a contributi regionali, per un servizio di punzonatura delle biciclette. «Il servizio avrà durata triennale, ma stiamo pensando di estenderlo a cinque anni – spiega Altamura – Verrà impresso sul telaio della bicicletta il codice fiscale del proprietario, che riceverà un apposito badge. La registrazione sarà inserita nel registro informatico del Comando e, nel caso di rinvenimento di una bici rubata, si potrà identificare l’ultimo proprietario del mezzo». «È un’ottima cosa – dice Migliorini – era stata fatta qualche tempo fa in via sperimentale con un certo successo. Avevamo punzonato circa duecento biciclette». Ovviamente, il primo obiettivo dei ciclisti urbani dev’essere però quello di non farsi rubare la bici. I consigli sono sempre i soliti, a partire da un buon lucchetto: «Bisogna preventivare una spesa di almeno 30 euro – dice Migliorini – poi la bici dev’essere sempre legata a un palo o una rastrelliera, con la catena che lega il telaio e la ruota anteriore». Meglio portare anche un secondo lucchetto per fermare la ruota posteriore. «E per gli spostamenti abituali in città – continua il presidente degli Amici della Bicicletta – conviene usare un mezzo di seconda mano». «Noi continueremo a occuparci dei furti di bici – assicura il comandate Altamura – Possono sembrare cose di poco conto, ma sono un trauma per chi li subisce».

Fonte: corrieredelveneto.corriere.it

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