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Torino – Caricato a forza sull’ambulanza muore dopo il ricovero in ospedale

Avevano provato ogni cura i suoi genitori, sentito decine di dottori, sperando di sconfiggere quella malattia così sfuggente, radicata nel profondo della sua mente. Spesso rifiutava i farmaci. E di colpo diventava irascibile, intrattabile, come in preda ad una violenza incontenibile. Come se non fosse più lui. Ieri pomeriggio la sua malattia è esplosa così, d’improvviso, mentre era in piazza Umbria. Portato al pronto soccorso del Maria Vittoria per un trattamento sanitario obbligatorio dal personale medico del 118 con l’aiuto di tre agenti della polizia municipale, è morto poco dopo il ricovero. I medici dell’ospedale hanno richiesto un’autopsia per accertare la causa del decesso. 

 

La vittima è un uomo di 45 anni, da oltre venti in cura presso i servizi sanitari dell’Asl per una grave patologia psichiatrica. Ieri, poco dopo le 14, il centro di Salute Mentale dell’Asl 2 di corso Francia ha chiesto ai vigili urbani di intervenire in piazza Umbria, per poter eseguire il trattamento sanitario obbligatorio. «L’uomo – spiega il comandante dei vigili Alberto Gregnanini – era piuttosto agitato, non era contenibile, per questo è stato immobilizzato, sia per assicurarne l’incolumità personale sia per prevenire danni e lesioni ad altri». Gli agenti lo hanno ammanettato. Non voleva salire in ambulanza. Si dimenava. «Tutta la procedura – aggiunge il comandante – è stata concordata con i medici competenti. Gli agenti hanno dovuto intervenire per obbligarlo ad andare in ospedale». Corpulento, ha opposto parecchia resistenza. In più ha rifiutato di prendere i farmaci che avrebbero potuto contenere la sua violenza. Ma quando i vigili urbani e il personale sanitario lo hanno caricato in ambulanza, le sue condizioni sono precipitate. Ha perso conoscenza. 

 

«Il paziente – spiega in una nota l’ospedale Maria Vittoria – è giunto già in arresto respiratorio presso il Pronto Soccorso, dove è stato immediatamente preso in carico dal medico rianimatore, che lo ha sottoposto a rianimazione cardiopolmonare, prolungatamente, purtroppo invano».  

Per comprendere le cause, i medici hanno richiesto l’autopsia che verrà eseguita già in giornata. «Dal canto nostro – aggiunge Gregnanini – abbiamo già provveduto ad informare l’autorità giudiziaria su quanto accaduto».  

Fonte: www.lastampa.it

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