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Cesena – Sommelier “degusta” troppo: tasso alcolico tre volte oltre il consentito

In questi giorni i quotidiani locali hanno riportato la notizia dello sciopero indetto dagli agenti delle Polizie municipali sabato scorso.

Al di là delle motivazioni (il diritto di sciopero é intoccabile ed io non ho dubbi che debba essere rispettato) e degli esiti dello stesso (a Cesena si sono astenuti dal lavoro solo 3 agenti su di un organico complessivo di 90), a me pare che ai cesenati continui ad interessare l’operatività della nostra Polizia municipale e, in particolare, l’evidente aumento dei controlli effettuati.

Si tratta, infatti, di un’attività condotta nell’interesse di noi tutti, garantendo più sicurezza a Cesena ed anche un maggior rispetto di quelle regole che, volontariamente o meno, ogni tanto tendiamo a “dimenticare”.

Ecco, quindi, due esempi dei giorni a corsi che, più di tante parole, spiegano come la riorganizzazione concretizzata dal Comandante Giovanni Colloredo in questi ormai 12 mesi di lavoro a Cesena, abbia prodotto risultati che tutti percepiamo e dei quali sento il dovere di ringraziare lui, tutti gli ufficiali, i sottufficiali, gli agenti della nostra Polizia municipale.

 

Il primo esempio: la nostra Polizia Municipale sta intensificando le verifiche sui permessi rilasciati ai portatori di handicap. E ciò per evitare abusi ed impedire anche che qualche “furbetto” li utilizzi per non pagare il parcheggio.

Grazie a controlli incrociati resi possibile dalla collaborazione fra Pm e  “Sportello Facile” del Comune, infatti, già da vari mesi, tutti coloro che hanno il pass scaduto (o non che non può essere più utilizzato perché il titolare è deceduto) vengono invitati a riconsegnare il tagliando allo stesso Sportello Facile.

Per chi non lo fa e pensa di utilizzarlo in modo non adeguato, scatta la denuncia. E’ ciò che è capitato pochi giorni fa, quando un cinquantenne, originario di Bagno di Romagna, è stato “pizzicato” ad esporre quello che sembrava un pass scaduto, tentando di coprire la data di scadenza con un paio di occhiali da sole; il tutto per sostare gratis in una zona a strisce blu. In realtà si trattava addirittura di una fotocopia a colori plastificata di un permesso scaduto il mese scorso. Oltre al sequestro del pass falso ed alla denuncia penale per il reato di falso (articoli 477 e 482 del codice penale), per il “furbone” è scattata anche l’accusa di truffa nei confronti del Comune.

Un destino che toccherà anche ad altri responsabili di comportamenti analoghi: anche in futuro, infatti, nel mirino della Municipale di Cesena finiranno  sempre più spesso quelli che occupano abusivamente gli spazi riservati ai disabili, ma anche chi, per lasciare l’auto in sosta senza pagare e senza il patema della multa, si inventa un falso pass di invalidità o ne utilizza uno scaduto. Del resto, è quasi superfluo sottolineare che i furbi recano danno soprattutto ai disabili veri, per i quali trovare uno spazio in cui lasciare l’auto diventa sempre più difficile, ma anche all’intera comunità, perché evadono il dovuto. Mi auguro che una doppia denuncia penale sia un buon deterrente per coloro che avessero intenzioni truffaldine.

 

II secondo esempio giunge dai controlli eseguiti con l’etilometro dalla Polizia Municipale di Cesena–Montiano, per combattere la guida in stato di ebbrezza. Lo scorso 8 settembre una pattuglia è intervenuta per i rilievi a seguito di un banale tamponamento avvenuto nella corsia di immissione della rotonda San Cristoforo. Fra gli automobilisti coinvolti, un sommelier che è risultato positivo al controllo alcolimetrico, con un valore di oltre tre volte il consentito. L’uomo  ha provato a raccontare che per lavoro aveva dovuto degustare vari vini senza ingerirli, ma lo strumento lo ha smentito. Per lui è scattata la denuncia a piede libero e l’immediato ritiro della patente, che sarà revocata dalla Prefettura; ora rischia da uno a due anni di arresto. E gli sarebbe stata confiscata anche l’auto, se fosse risultata di sua proprietà; invece il mezzo apparteneva ad un’altra persona, a cui è stato riconsegnato. Ma aver evitato la confisca costerà al sommelier il raddoppio della pena, quando il giudice tratterà la causa.

“Se bevo non guido” era lo slogan di una bella campagna informativa della nostra Ausl. Meglio ricordarsene come fanno tanti dei nostri giovani, con un’attenzione alla sicurezza propria e degli  altri che, purtroppo, spesso i non più giovanissimi invece sottovalutano.

 

Fonte: www.forli24ore.it

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