Questo articolo è stato letto 19 volte

Asti – Alla municipale difficile accedere al part time

vigilesse

vigilesse«È una questione di pari opportunità perché le donne che lavorano al comando di polizia municipale non possono essere discriminate rispetto agli altri impiegati del Comune. È quindi necessario trovare delle soluzioni per non diminuire i servizi, permettendo loro di poter godere di un diritto come lo è il part time sull’orario di lavoro, soprattutto se lo si chiede per stare insieme ai figli ancora piccoli». Il consigliere comunale di Noi per Asti Mariangela Cotto ha sollevato una spinosa questione che riguarda gli agenti della polizia locale, in particolare le donne. Al comando di via Fara, stando al Regolamento comunale dell’Ente, solo un massimo del 5% degli assunti può richiedere un part time e, spesso, sono le mamme che vorrebbero ottenerlo per questioni familiari. Negli altri settori il limite massimo previsto per legge sale al 25%, indice che crea un’evidente disparità di trattamento tra gli agenti municipali e gli altri impiegati del Comune. Durante l’ultima conferenza dei capigruppo, la rappresentante di Noi per Asti ha sollevato la questione al sindaco Brignolo, chiedendogli di intervenire affinché il problema venga superato.

Quattro agenti in attesa del tempo dimezzato
Secondo Cotto ci sono quattro dipendenti del corpo municipale che avrebbero la necessità di lavorare part time, senza però poterlo fare. «Il discorso si aggancia ad una riorganizzazione generale del personale – spiega il consigliere– ma, nel frattempo, la situazione discriminatoria permane». Il sindaco è a conoscenza del problema, ma lo reputa di difficile soluzione per diverse criticità che interessano la situazione locale. In questo momento si chiede alla polizia municipale di contrastare, insieme alle altre forze dell’ordine, episodi di microcriminalità e di implementare i controlli preventivi sul territorio (come nel caso dei nomadi rom il cui aumento in città ha destato preoccupazione, soprattutto dei commercianti). A ciò si aggiunge il blocco delle assunzioni e dei turnover, un problema che ricade su tutti gli enti locali. Infine c’è l’obbligo, in caso di aumento del personale tra i civic, di cercare le nuove figure tra le fila degli addetti della polizia provinciale.

25 agenti in meno di quanto previsto dalla legge
Come se non bastassero tutti i paletti imposti da leggi regionali e regolamenti locali, gli agenti della polizia di via Fara sono largamente sottodimensionati rispetto a quanto previsto dalla normativa: 71 agenti, compreso il comandante, anziché 96. A dicembre il Corpo perderà un altro ufficiale causa pensionamento (è il terzo nel giro di pochi mesi) e non sono previste surroghe di alcun tipo.
«Attualmente siamo molto impegnati a controllare i nuovi rom presenti in città nei confronti dei quali abbiamo presentato denunce a vario titolo, ottenuto fogli di via obbligatori e sequestrato veicoli privi di assicurazione – spiega il comandante Riccardo Saracco – In più abbiamo gli impegni di sempre, come la viabilità, cui si aggiungono controlli mirati sulle strade frazionali per verificare che venga rispettato il Regolamento di polizia rurale così da tenere i bordi delle carreggiate sgombri da rami, alberi o altre insidie che possono trasformarsi in un pericolo per gli automobilisti, oppure impedire, durante l’inverno, il passaggio degli spazzaneve». Insomma, concedere il part time ad altri agenti, sembra proprio essere un’impresa che va al di là delle attuali possibilità dell’ente comunale.
«Capisco le difficoltà, – conclude Mariangela Cotto – anche se vorrei avere un sindaco che non si rassegni in questo modo, ma che faccia qualcosa per trovare una soluzione, anche a costo di rivedere l’istituto del part time nella macchina comunale».

 

Fonte: www.lanuovaprovincia.it

 

 

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *