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Bassano – Il caso della ciclista caduta e multata «Han ragione i vigili, non il sindaco»

Il caso della ciclista caduta sulla Campesana, e multata dai vigili di Bassano “per imperizia”, si arricchisce di un altro capitolo. Il sindaco Riccardo Poletto aveva preso le distanze dalla decisione della polizia municipale, annunciando anche verifiche sul suo operato nel caso specifico, di cui non si sa ancora alcunchè.

A scendere in campo a favore della polizia locale è il lettore Adriano Zanoni che si lamenta perché non abbiamo parlato degli articoli del codice della strada che giustificherebbero l’operato dei poliziotti, “per una informazione più completa”. 

“Occorre anche dire che i vigili hanno operato secondo la normativa statale e non personale, non potendo fare altrimenti in quanto, rilevato un incidente stradale, non applicare gli atti conseguenti comporterebbe per loro un reato penale cioè omissione d’atti d’ufficio” spiega Zanoni. Che aggiunge: “Spetta al Comune o comunque all’ente proprietario della strada, ma non certamente ai vigili la manutenzione e sicurezza delle strade e questo il sindaco di Bassano dovrebbe saperlo benissimo e dovrebbe attivarsi per la sistemazione delle strade al fine di evitare incidenti e salvaguardare gli utenti della nostra viabilità”. 

“Inviterei il sindaco e chi ha fatto commenti non essendo competente in materia a leggere il codice della strada e il codice penale prima di denigrare e disprezzare il lavoro dei vigili” prosegue il lettore che ne ha anche per Poletto: “E’ molto spiacevole leggere i commenti del primo cittadino palesemente dettati dall’opportunismo politico e non dalla trasparenza e verità di cui dovrebbe essere portavoce. All’articolo 141 del Codice della strada, il comma due recita “il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità ed innanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile. E l’articolo 328 del codice penale dice che “il Pubblico Ufficiale o incaricato di un Pubblico Servizio che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico e di igiene e sanità, dev’essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni”.

Insomma secondo Zanoni i vigili hanno constatato che la ciclista non era stata in grado di mantenere ilcontrollo della sua bici e bene hanno fatto a multarla. “Auspichiamo ora che il sindaco si assuma le sue responsabilità e si attivi per la manutenzione delle strade del territorio invece di “scaricare” le sue responsabilità sui servizi di Polizia e facendo passare un messaggio completamente travisato che induce i cittadini ad aver paura delle forze di polizia anziché entirsi tutelati e protetti come invece dovrebbe essere”.

Il dibattito sul caso ha fatto il giro dei media italiani, maevidentemente è destinato a continuare. La ciclista di Sandriga ha anche annunciato di voler adire le vie legali.

Fonte: www.ilgazzettino.it

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