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Niente contrassegno di assicurazione sul vetro dell’auto

Dal prossimo lunedì 5 ottobre gli automobilisti italiani non dovranno più esporre, sul parabrezza dell’auto, il contrassegno assicurativo, ossia il documento dalla forma quadrangolare che certifica il regolare pagamento della polizza auto e che è stato, sino ad oggi, attaccato al vetro delle auto grazie all’adesivo con la tasca plastificata. Non è tutto: scomparirà anche il certificato di proprietà (cosiddetto Cdp, che è il documento con cui, dal 1993, si attestano l’iscrizione del veicolo al Pra, le generalità dell’intestatario e le vicende che influiscono sulla disponibilità del mezzo come fermi amministrativi e ipoteche). Infatti, tanto il contrassegno quanto il Cdp saranno solo online, ossia i loro dati verranno (come già di fatto sono) contenuti in una enorme banca dati a livello nazionale. Ad essa si interfacceranno le forze dell’ordine quando dovranno fare i dovuti controlli per verificare la titolarità del mezzo e il regolare pagamento della polizza rc auto. A renderlo noto è lo stesso ACI, in una nota resa pubblica da poco [1].

Al posto del certificato di proprietà comparirà il documento unico di circolazione, dal costo contenuto di 29 euro, e che ingloberà anche la carta di circolazione. L’operazione si inserisce nell’ambito della legge di riforma della pubblica amministrazione [2] che comporterà anche l’abolizione del PRA, il pubblico registro automobilistico.

Che cambia in caso di vendita dell’automobile tra privati? Sino ad oggi la vendita dell’automobile tra privati è avvenuta in Comune, con l’autentica, da parte del pubblico ufficiale, della firma del venditore sul certificato di proprietà dell’auto con cui dichiarava di aver ceduto il mezzo a un altro soggetto. Con la smaterializzazione, la firma del venditore verrà apposta solo su supporto digitale e cesserà l’emissione del Cdp cartaceo per tutti i mezzi iscritti al Pra da lunedì: al suo posto ci sarà un documento virtuale, presente nei server Pra e consultabile dall’interessato via web (senza valore di certificazione) digitando un codice presente sulla ricevuta datagli all’espletamento della pratica. La consultazione sarà possibile per chiunque conosca o si trovi in mano il codice (per maggiori informazioni leggi “Passaggio di proprietà in Comune: come cambia“).

Fino a febbraio ci sarà un regime transitorio, con la stampa di un documento in fase di autentica della firma del venditore. Servirà non da certificato, ma come semplice supporto su cui apporre la marca da bollo, in attesa che l’agenzia delle Entrate perfezioni, appunto fra quattro mesi, l’apposizione del bollo virtuale; per questo motivo resterà solo agli atti dell’ufficio in cui è avvenuta l’autentica. Nelle autentiche presso notai e Comuni, fino a febbraio resteranno le attuali procedure seguite col Cdp cartaceo.

Che cambia per chi deve rinnovare l’assicurazione in questi giorni? Non cambia nulla: l’automobilista che andrà a pagare il premio all’assicurazione riceverà ugualmente il contrassegno dell’assicurazione in formato cartaceo (almeno fino a febbraio 2016), tuttavia non sarà più tenuto ad esporlo sul cruscotto dell’auto. In altre parole, fermo restando che egli potrà conservare il documento tanto a casa, quanto in auto, quanto ancora attaccandolo al vetro come ha sempre fatto, la polizia non potrà più elevare multe per chi non espone il tagliandino. In questo modo, con la dematerializzazione dei documenti, non ci sarà più il rischio che qualcuno falsifichi il certificato di proprietà o il contrassegno o che lo si perda.

Quali vantaggi avrà l’automobilista? Non si pagherà più il certificato di proprietà e quindi eviterà l’esborso di 39 euro chi acquista un veicolo. L’imposta provinciale di trascrizione, invece (che è il conto più salato), resta identica.

Che succede in caso di incidente stradale? In caso di incidente stradale entrambi gli automobilisti restano obbligati a scambiarsi i dati delle rispettive assicurazioni. Ciascuno avrà diritto a controllare il contratto assicurativo per l’identificazione della compagnia, per poi poter fare la denuncia all’assicurazione.

Il contratto assicurativo deve rimanere in auto? La riforma non tocca l’obbligo di conservare, all’interno dell’auto, il contratto con l’assicurazione per quanto appena detto: esso servirà, in caso di sinistro stradale, a dimostrare alla controparte danneggiata i corretti dati della propria polizza auto.

Come farà la polizia a sapere se ho pagato il premio? La verifica avverrà tramite terminali mobili, in possesso alle pattuglie mentre eseguono i controlli. In tal modo, collegandosi alla banca dati, potranno rilevare se il conducente è in regola con il pagamento dell’assicurazione. I controlli potranno avvenire anche con le telecamere delle ZTL, autovelox e tutor. Difatti, tali strumenti elettronici consentono di rilevare la targa dell’automobile e, in questo modo, con il collegamento al cervellone, le autorità potranno rilevare l’adempimento degli obblighi di legge.

 

Fonte: www.laleggepertutti.it

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