Questo articolo è stato letto 0 volte

Ravenna, accusa ingiustamente due agenti della Municipale per evitare la multa: condannato per calunnia

Un uomo, di nazionalità marocchina, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per calunnia nei confronti di una pattuglia della Polizia Municipale della Bassa Romagna

Una vicenda di vecchia data conclusasi a fine settembre 2015, una serie infinita di menzogne culminate, dopo oltre due anni di indagini, in una condanna ad un anno e quattro mesi per calunnia reiterata nei confronti di pubblici ufficiali. Parliamo infatti di un episodio risalente al novembre 2012. Due Agenti della Polizia Municipale della Bassa Romagna, all’epoca ancora al comando di Roberto Faccani, durante un posto di controllo, intimarono l’alt ad un’auto con la targa anteriore di cartone.

Al conducente, un cittadino di nazionalità marocchina, regolarmente residente a Conselice da molti anni, come da prassi, vennero chiesti i documenti. Alla pattuglia l’uomo rispose che “la patente non era possibile mostrarla in quanto (pur essendone la persona titolare) non era disponibile da alcuni giorni”.

Ma il Codice della Strada parla chiaro e a carico del 44 enne marocchino, scattava la relativa sanzione con tanto di obbligo, nei 20 giorni successivi di esibire in un qualsiasi ufficio di polizia il proprio documento di guida. Scaduti i termini utili per la presentazione, il trasgressore non presentava alcun documento per cui dagli agenti venivano effettuati ulteriori e più approfonditi accertamenti: venne accertato che il cittadino non era mai stato titolare di documento di guida.

Nei primi mesi del 2013 accade l’imprevedibile ed inizia, per gli agenti, un “calvario” giudiziario lungo due anni. La pattuglia che aveva eseguito il controllo stradale venne indagata in quanto il trasgressore presentò, presso il locale presidio dei vigili urbani di Conselice, un esposto che, riportando una diversa versione dei fatti contestati, condusse i due operatori a finire sotto indagine per falso ed abuso d’ufficio.

Dopo accurati accertamenti svolti dalla Procura della Repubblica di Ravenna, venne però accertato che gli uomini in divisa avevano agito nella totale legalità e legittimità delle loro funzioni per cui le accuse formulate a loro carico, da parte del cittadino di origine marocchina, risultavano infondate e calunniose.

Scatta così ufficialmente l’archiviazione da ogni accusa e, contestualmente, con l’accusa di calunnia reiterata nei confronti dei due Pubblici Ufficiali, il marocchino, viene rinviato a giudizio e condannato  alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al risarcimento delle parti civili e al pagamento delle spese legali.

 

 

 

Fonte: www.ravennanotizie.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *