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Palermo, multe della polizia municipale a rischio

Il comune potrebbe non incassare milioni di euro che provengono dalle sanzioni dei vigili urbani, questo è l’effetto di una sentenza fatta da un giudice di pace che prende spunto dalla corte di cassazione in cui si stabilisce l’inesistenza delle notifiche fatte da gruppi che non appartengono a Poste Italiane, ovvero del “fornitore universale”.

Il collegio di consulenza dell’avvocatura comunale, ha aderito, “esprimendo parere favorevole a prestare acquiescenza alla sentenza”, quindi si legge tra le righe, che il comune si arrende alla sentenza perché non esistono scappatoie da intraprendere nei confronti della sentenza del giudice.

Il comune di Palermo ha affidato alla Sispi la gestione e la notifica delle contravvenzioni che si avvale del consorzio Olimpo. Sono numeri importanti quelli lavorati da Sispi, si parla di trecentomila atti lavorati e notificati nel 2014, per una somma pari a 3 milioni e 224 mila euro, di questa cifra un terzo viene spedito fuori città da Poste Italiane, il resto viene dentro i confini della città.

Il consorzio Olimpo utilizza 39 messi notificatori, (che sono stati formati con un corso di tre ore), ma spesso la notifica della contravvenzione avviene per mezzo di raccomandata quando la persona interessata non è reperibile o non viene trovato in casa, proprio la raccomandata fa scattare la “trappola” della corte dei conti infatti esiste una differenza sostanziale tra fornitore “universale” del servizio postale e soggetto privato, la corte dei conti dice che, ” la qualità di pubblico ufficiale viene attribuita soltanto a Poste Italiane”. L’avvocato Domenico Chinnici aveva presentato ricorso davanti al giudice di pace per una verbale di 296 euro che era stato consegnato senza avere compiuto tutte le formalità richieste dal codice. La Polizia municipale aveva chiesto di potere fare ricorso, ma l’avvocatura ha sconsigliato l’azione.

 

Fonte: www.ilmoderatore.it

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