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OMICIDIO STRADALE: le cose stanno veramente come dice la stampa?

omicidio_stradale

omicidio_stradaleForse, ma non del tutto.

 

È certamente un grosso risultato, frutto di una grande battaglia di civiltà, che ha visto, finalmente, prevalere nelle aule parlamentari il diritto del cittadino anziché quello delle lobbies: un segnale che, si spera,  possa servire al cittadino utente della strada per cambiare la propria mentalità.

 

Ma per gli addetti ai lavori si impone un esame anche critico, non per smontare quanto appena approvato dalla Camera dei Deputati (da quanto appreso in sinergia col Senato dove pertanto il provvedimento dovrebbe passare velocemente senza alcuna modifica ulteriore), ma per stimolare chi scrive le leggi ad un maggior coordinamento fra le norme, per rendere effettiva la punizione per chi si macchia di gravi reati (come è quello che commette, a mio parere, chi fugge dopo aver provato un incidente stradale).

 

È certamente apprezzabile l’aumento delle pene, che però da sole non servono.

 

Fa piacere vedere riconosciuta la gravità di certi comportamenti ed apprendere che l’omicidio stradale col responsabile con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l oppure sotto l’effetto di stupefacenti rischia da 8 a 10 anni di carcere.

 

Peccato che non esista, oggi, una norma che possa derogare all’art. 32 della Costituzione per cui, salvo il caso del soggetto responsabile “del morto” che arriva all’ospedale privo di coscienza e gli prelevano il sangue per motivi diagnostici, il conducente, cosciente, avrà tutto l’interesse, se sa di aver bevuto, a rifiutare l’esame alcolemico ricadendo, se proprio la pattuglia vede i sintomi, nell’ipotesi più lieve, in prima fascia, con sanzione amministrativa soggetta al giudizio, in caso di ricorso, del Giudice di Pace, o del Prefetto, magari lo stesso che, per paura degli appelli, invitava addirittura le forze di polizia a non ritirare la patente (la questione ha suscitato clamore sulle riviste on line specializzate qualche mese fa). E con gli stupefacenti, salvo il soggetto (1 su mille), visibilmente fatto, chi potrà attestare l’essere sotto l’effetto degli stupefacenti se il conducente preferisce il rifiuto?
Certo il rifiuto ha una sanzione non indifferente, con la confisca del veicolo che, in caso di incidente impedisce i lavori di pubblica utilità e la restituzione del veicolo, ma forse meglio tale sanzione che da 8 a 10 anni di carcere.

 

Ed ancora, poco importa se “ergastolo” o “mezzo ergastolo”: a chi fa paura la guida senza patente? Agli onesti, a chi la patente la consegue, a quelli che però si fermano dopo un incidente.

 

Ipotizziamo il soggetto, senza beni pignorabili, con auto a noleggio: quale punizione per guidare senza patente? Un’ammenda, che lo Stato non riuscirà a riscuotere, il fermo del veicolo con un acconto di un mese (magari non applicabile se il veicolo non è suo) e l’obbligo di nominarlo custode del veicolo stesso con tre giorni di tempo per comunicare con comodo, dopo ha portato il veicolo (se si ricorda,  e se ne ha voglia, dico io).

E della fuga? È vero salgono le pene, ma forse non conviene ancora fuggire se si è consapevoli di aver alzato troppo il gomito o di essersi sballati con sostanze non consentite?

 

Vedremo.

 

Potrei continuare con tanti altri esempi, ma l’obiettivo non è smontare la legge, è, dopo aver ringraziato chi non ha mollato e ci ha creduto sino alla fine, quello di ricordare che “il grezzo della casa è fatto”, ma mancano ancora le porte e le finestre: forse manca ancora una parte del tetto.

 

Vedi il testo del DDL sull’omicidio stradale

 

Maurizio Marchi

 

5 thoughts on “OMICIDIO STRADALE: le cose stanno veramente come dice la stampa?

  1. Ok l’art 32 della costituzione ma dell’art 32 dimentichiamo un passaggio fondamentale: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
    E in questo caso la nuova legge ci consente di operare se uno si rifiuta…

    « 3-bis. Nei casi di cui agli articoli
    589-bis e 590-bis del codice penale, qualora
    il conducente rifiuti di sottoporsi agli
    accertamenti dello stato di ebbrezza alcolica
    ovvero di alterazione correlata all’uso
    di sostanze stupefacenti o psicotrope, se vi
    è fondato motivo di ritenere che dal ritardo
    possa derivare grave o irreparabile
    pregiudizio alle indagini, il decreto di cui
    al comma 2 e gli ulteriori provvedimenti
    ivi previsti possono, nei casi di urgenza,
    essere adottati anche oralmente e successivamente
    confermati per iscritto. Gli ufficiali
    di polizia giudiziaria procedono all’accompagnamento
    dell’interessato presso
    il più vicino presidio ospedaliero al fine di
    sottoporlo al necessario prelievo o accertamento
    e si procede all’esecuzione coattiva
    delle operazioni se la persona rifiuta
    di sottoporvisi. Del decreto e delle operazioni
    da compiersi è data tempestivamente
    notizia al difensore dell’interessato, che ha
    facoltà di assistervi, senza che ciò possa
    comportare pregiudizio nel compimento
    delle operazioni. Si applicano le previsioni
    di cui ai commi1e2 dell’articolo 365.
    Entro le quarantotto ore successive, il
    pubblico ministero richiede la convalida
    del decreto e degli eventuali ulteriori provvedimenti
    al giudice per le indagini preliminari,
    che provvede al più presto e
    comunque entro le quarantotto ore successive,
    dandone immediato avviso al pubblico
    ministero e al difensore. Le operazioni
    devono sempre svolgersi nel rispetto
    delle condizioni previste dai commi4e5
    dell’articolo 224-bis ».

    • giusta osservazione
      ma mi sentirei più tranquillo se, visto che parliamo di modifiche all’art. 224-bis CPP, se il legislatore:

      – pur prevedendo nel nuovo comma 3-bis (mi pare terzo periodo) che il legale ha “facoltà” di assistere, si fosser ricordato (il legislatore), anche di modificare l’ultimo comm adel 224-bis CPP, laddove prevede che “L’atto è nullo se la persona sottoposta al prelievo o agli accertamenti non è assistita dal difensore nominato”

      – inoltre, visto che nel testo approvato dalla Camera le modifiche al 224-bis CPP sono giustificate, leggo il titolo suo provvedimento scaricato dalla Camera, “Modifiche al codice di procedura penale in materia di operazioni peritali e di PRELIEVO COATTIVO DI CAMPIONI BIOLOGICI”, visto che il sangue è appurato NON essere un liquido biologico ma un tessuto, allora mi parrebbe di capire che possiamo costringelo:
      – ad urinare (speriamo non addosso a noi), ma poco importa appurato che gli esami delle urine non sono attendibili sull’immediatezza e non sono utilizzabili per dimostrare che in quel momento il soggetto è in particolari condizioni
      – al prelievo della saliva…ma qui torniamo da capo….viste le poche strutture ospedaliere in grado di farlo e di assicurare una corretta catena di custodia certificata

      Certo il provvedimento è un passo avanti da giganti, in quanto, se ben organizzati (intendo polizie e strutture ospedaliere), si elimina di fatto il rifiuto (MA NON LA CONVENIENZA, ANCORA, PURTROPPO, A SCAPPARE PER RIPRESENTARSI SMALTITI I SINTOMI, ma credo si possa fare ancora tanto.

      Potrei paragonare questo provvedimento ad una casa: abbiamo fatto il grezzo, ma non sono sicuro che ci siano gli impianti, gli infissi, ecc ecc

      SI BADI BENE: LA MIA NON E’ UNA CRITICA A PRIORI, MA UNO STIMOLO ALLA DISCUSSIONE PER FARE IN MODO CHE SIANO ESAMINATE IL PIU’ POSSIBILE TUTTE LE SFACCETTATURE: meglio scoprirle qui che sulla strada sbagliando quando il provvedimento, pare entro Natale, sarà definitivamente in vigore

    • giurisprudenza e prassi prevalente ritengono:

      URINA, SUDORE e SALIVA
      liquido biologico

      SANGUE
      tessuto connettivo liquido

      La questione è stata affrontata quando si appurò che con l’art. 187 comma 3, nella versione ancora oggi in vigore (prima delle modifiche alla Camera in corso di approvazione al Senato, era possibile sanzionare col rifiuto chi si rifiutava al prelievo di liquidi biologici (urina, sudore, saliva), ma non col rifiuto al prelievo del sangue.
      Ora, speriamo certamente che la giurisprudenza prenda una strada diversa da quella seguita fino ad ora, ma utilizzando il termine liquido biologico, lascia aperte interpretazioni diverse. Se così non fosse mi chiedo, allora si potrebbe sanzionare, ancora oggi con le vecchie norme, chi si rifiuta al prelievo del sangue (ma se non erro, non “ne è passata” una).
      Poi certamente ci sono Magistrati coraggiosi che “spingono” verso una determinata direzione aiutando le forze di polizia e dando un segnale per la sicurezza stradale.
      Pensiamo per esempio a quei Magistrati che consentono/dispongono (con le vecchie norme) l’arresto del soggetto che si macchia di omicidio in ebbrezza in incidente: sappiamo benissimo che, con la legge ancora oggi in vigore (poi con la nuova le cose cambieranno), se il soggetto non scappa, l’arresto non è consentito.
      Ma ogni tanto leggiamo sulla stampa di Magistrati coraggiosi che prendono una direzione diversa.
      Allo stesso modo, pertanto, immagino ci saranno Magistrati che adotteranno una posizione più restrittiva verso “l’assassino stradale”.
      Ma, ripeto, avrei preferito che il testo di legge fosse inequivocabile, e non, invece, troppo interpretabile

  2. Non proprio da definizione universitaria il liquido biologico per antonomasia è il sangue cui seguono i suoi derivati quali ad esempio i fluidi biologici es. saliva.

    Definizione universitaria politecnico delle marche: Materiale biologico: definizione. Per materiale biologico si intendono liquidi biologici contenenti sangue e/o tessuti di provenienza umana o animale

  3. Non abbiamo bisogno di magistrati coraggiosi bensì di norme applicabili. Agire spinti dalla emotività o peggio dalla opinione pubblica è un errore. Abbiamo visto che fine hanno fatto le sentenze di merito circa il caso Beti, Tyssen e aggiungo con riserva Spaccarotella. La dimostrazione del dolo eventuale è complessa rispetto la colpa con previsione e la differenza stà in 5 oppure 21 anni di galera. La scrittura di un diritto penale della circolazione stradale è necessaria ma occorre tempo per farla bene ma non in senso giustizialistico ma conformemente ai nostri principi giuridici. Invece mi sembra che i principi vengano stabiliti nei dibattiti televisivi con urla ed invettive.
    SETTO

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