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Sant’Antimo, operazione ambientale della Municipale, scoperte carcasse di auto rubate

Nell’ambito delle attività poste in essere su tutto il territorio Sant’Antimese da parte degli uomini della Polizia Locale, si inserisce l’episodio relativo all’individuazione, presso un’area a confine tra i comuni di Sant’Antimo e Cesa, di due carcasse di veicoli bruciati e abbandonati, nonché di diversi rifiuti. Non è stato facile per gli uomini del Maggiore Biagio Chiariello risalire ai modelli di auto, una Smart e una Fiat Panda, nonché ai loro proprietari. Infatti, lo stato in cui erano stati ridotti i veicoli ha creato non poche difficoltà agli agenti che, comunque, con professionalità, sono riusciti a individuare i proprietari e a notiziarli. 

Tramite personale di ditte specializzate nello smaltimento di rifiuti speciali è stato possibile rimuovere i veicoli dal posto e a smaltirli. Nell’area sono stati intensificati i controlli fino a risalire ai responsabili dell’abbandono di diversi rifiuti, soggetti individuati e sanzionati. Episodio particolare è stato quello relativo al rinvenimento, da parte degli agenti unitamente al personale dell’associazione di volontariato “Aeop”, di diversi documenti appartenenti ai responsabili degli abbandoni. Tra essi, un contrassegno per invalidi intestato ad una insegnante della provincia di Caserta che, contattata, riferiva che tale tagliando era a bordo della sua auto, proprio una Fiat Panda, rubata qualche giorno prima in provincia di Caserta. 

La donna dichiarava che il documento le era utile in quanto utilizzato per recarsi al centro medico per alcune cure e, per questo motivo, le è stato prontamente restituito. Sono ora in corso le attività utili alla individuazione dei proprietari terrieri della zona al fine di ottenere dagli stessi la pulizia dei fondi. Complessivamente cinque sono i soggetti sanzionati per le condotte di abbandono di rifiuti e questo anche grazie alla collaborazione di alcuni cittadini che stanno riponendo fiducia nell’operato degli uomini della Polizia Locale, soprattutto attraverso ripetute segnalazioni.

 

Fonte: www.internapoli.it

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