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Il rapporto: per i sindaci una minaccia al giorno

Ogni giorno un sindaco o un assessore comunale riceve minacce, intimidazioni, viene perfino aggredito o gli si brucia l’auto. Sono, infatti, 361 gli atti intimidatori contro amministratori locali commessi nel 2014, con un incremento del 3% rispetto al 2013, mentre sono addirittura quadruplicate le aggressioni fisiche. Lo riferisce l’annuale rapporto ‘Amministratori sotto tiro’ elaborato da Avviso pubblico, l’associazione tra Comuni nella lotta alle mafie. «Numeri impressionanti», sottolinea l’associazione. Ad essere coinvolte sono ben 18 Regioni, 69 Province e 227 Comuni «a dimostrazione che il fenomeno ha assunto un carattere nazionale». 

Così anche se il Sud e le Isole col 74% si confermano le aree più colpite, troviamo poi il Nord col 14% e il Centro col 12%, a conferma dell’espansione della criminalitá mafiosa anche fuori dai tradizionali territori. A livello regionale il record delle intimidazioni spetta alla Sicilia con 70 atti, pari al 20% del totale, seguita dalla Puglia che l’anno scorso aveva il primato di questa negativa classifica e che nel 2014 ha fatto registrare 54 casi, pari al 14%. Seguono Calabria e Campania con 52 azioni, ma mentre la prima cala del 23% la seconda cresce del 79%. 

Ma è preoccupante riscontrare anche i 28 casi del Lazio (+87%), i 13 della Lombardia (+63%), i 12 di Veneto (+33%) e della Liguria che cresce addirittura del 200%, e gli 11 della Toscana. A livello provinciale troviamo in testa Napoli con 29 casi, seguita da Palermo con 28, Cosenza e Roma con 19 e Foggia con 15. Il rapporto fa poi una distinzione tra minacce dirette e indirette. Le prime sono quelle rivolte direttamente alle persone che ricoprono un incarico politico o amministrativo. 

Le seconde riguardano parenti e collaboratori o strutture pubbliche. Ebbene, e questa è un’ulteriore preoccupazione, ben l’83% riguarda intimidazioni dirette rivolte a sindaci (47%), assessori (25%), consiglieri (19%). Tra il personale non politico minacciato direttamente il 13% riguarda dirigenti, funzionari e impiegati della Pubblica amministrazione, e in particolare comandanti e agenti della polizia municipale, responsabili degli uffici tecnici, personale dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti. E perfino alcuni commissari prefettizi che guidano Comuni sciolti per infiltrazione mafiosa. Per quanto riguarda la tipologia di intimidazione, la più ricorrente è stata l’incendio col 31% dei casi.

Nella maggior parte dei fatti censiti da Avviso pubblico le fiamme sono state appiccate di notte ed hanno distrutto auto di proprietá degli amministratori (64%), oltre che mezzi dell’amministrazione (17%), strutture e uffici pubblici (10%). Ma a fuoco sono andate anche abitazioni di amministratori, attivitá commerciali e aziende di loro proprietá. Assieme al fuoco si è ricorso a danneggiamenti delle auto o al taglio di alberi da frutto in terreni di proprietá degli amministra- tori. Ma anche gravi danneggiamenti e saccheggi di palazzi pubblici come accaduto a Palagonia, nel Catanese. 

Troviamo poi le ‘minacce scritte’, come le lettere con frasi intimidatorie (46%) o con proiettili di vario calibro o con la foto dell’amministratore con croci o altri simboli (32%). Desta grande preoccupazione, segnala il presidente di Avviso pubblico, Roberto Montà, sindaco di Grugliasco ( Torino), «la crescita delle aggressioni fisiche, quadruplicate e giunte al 12% del totale». Mentre sono raddoppiati (siamo all’8%) i casi in cui si é fatto uso di armi o esplosivo, contro abitazioni e auto personali, uffici e mezzi pubblici. «Nella maggior parte dei casi – denuncia l’associazione – gli autori di questi atti sono rimasti ignoti».

«Questa sostanziale impunità rafforza la necessità di nuovi strumenti legislativi – é l’appello di Montá – con aggravanti specifiche per tutelare maggiormente gli amministratori. Ricordiamo che è in ballo la qualità della democrazia. Abbandonare gli enti locali vuol dire fare un regalo alle mafie e ai violenti».

Fonte: www.avvenire.it

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