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Lecce – Accredito tardivo degli importi delle multe, polizia locale conferma: è un ritardo

Dal comando di polizia municipale giungono alcune precisazioni sulla vicenda delle lettere inviate ad alcuni automobilisti multati nel 2013. In buona parte, è stato spiegato, si riferiscono a contravvenzioni mai pagate dagli interessati e costituiscono quindi una sorta di promemoria prima che ci sia l’iscrizione in ruolo e quindi l’addebito di ulteriori spese per i cittadini.

“Pertanto, non si tratta di una vessazione – recita la nota inoltrata – .  Al contrario è un servizio in più offerto agli utenti dalla polizia locale anche perché sono già scaduti tutti i termini per un eventuale impugnazione da parte dei diretti interessati”.

Il punto sostanziale delle polemiche che però sono scaturite, riguarda il ritardo imputato a coloro che hanno pagato attraverso bonifico bancario. Pur avendo disposto il versamento entro il quinto giorno dalla sanzione, infatti, si sono visti richiedere una cospicua integrazione perché l’accredito sul conto corrente comunale è avvenuto oltre il termine.

Al proposito viene richiamata, a mo’ di prescrizione, la circolare del ministero dell’Interno del 12 gennaio del 2015 che recita:”Diversamente dal pagamento in conto corrente postale, che ha valore liberatorio per la somma riportata sulla relativa ricevuta dalla data in cui il versamento è stato eseguito, nei pagamenti tramite conto corrente e bonifico bancario ovvero con strumenti di pagamento elettronico, l’effetto liberatorio per il pagatore, e quindi la definizione del verbale, si ha alla data di accredito dell’importo sul conto del destinatario, ossia dell’organo di polizia stradale”.

Ma questa giustificazione non convince affatto i rappresentanti della minoranza. Luigi Melica, dell’Udc, ricorda al comando di polizia municipale che le circolari non costituiscono normativa vigente e non hanno valore retroattivo: le multe infatti sono state elevate prima che il ministero venisse interpellato: “Al sindaco interessa solo una cosa far cassa e difatti quando le circolari che gli suggeriscono di non sanzionare, vedi avviso bonario, non le utilizza e quando gli conviene le utilizza addirittura retroattivamente commettendo un’evidente illegittimità”.

Anche Antonio Rotundo, del Pd, ricorda il precedente della multa per la sosta prolungata oltre l’orario indicato dal ticket, questione sulla quale il ministero dei Trasporti ha più volte ribadito che, a suo parere, si tratta di violazione contrattuale e non amministrativa: in pratica il titolare della sosta può chiedere la differenza, ma la controparte, cioè l’automobilista, non può essere passibile di multa per trasgressione del Codice della strada.

“Siamo una città strana, dove le interpretazioni dei ministeri a volte vanno bene altre volte no – questo il commento di Rotundo -, ma mai queste interpretazioni vanno nell’interesse del cittadino in buona fede e del contribuente corretto.  Ed il copione è sempre lo stesso, si agita lo spauracchio del danno erariale e per evitare il rischio inesistente sinora che paghino gli amministratori si fanno pagare i cittadini incolpevoli. Vorrei ricordare a chi ripropone questo ritornello che in città è stato in vigore per sei anni l’avviso bonario e la Corte dei Conti non ha aperto alcun fascicolo per danno erariale, anche in  quel caso è stata una scelta politica di chi governa la città averlo revocare”.

 

Fonte: www.lecceprima.it

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