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Assunzioni Istruttori polizia locale, “no ad appositi decreti legge”

Che in Italia la Costituzione valga poco, ora lo sappiamo. Al pubblico impiego si dovrebbe accedere mediante il superamento di una prova concorsuale. Così sembrerebbe secondo il disposto dell’art 97 Cost. Ma a quanto pare, una semplice raccolta di firme, quella fatta dai ragazzi della procedura per favorire la loro assunzione e una mezza selezione avviata, sono già sufficienti. Ci riferiamo al caso dei concorsisti aspiranti vigili urbani di Roma Capitale, che, a dire il vero, hanno fatto solo gli scritti della loro procedura, che peraltro è bloccata davanti al Tar. 

Il Csi non può condividere la strategia adottata dall’Associazione Romana Vigili Urbani (ARVU), che ha recentemente incontrato esponenti del PD, i deputati Alessandro Naccarato e Daniela Gasparini, al fine di favorire l’immissione in ruolo, entro il prossimo gennaio, di 2200 concorsisti che non hanno ancora una graduatoria. Ci sembra veramente una beffa, che per difendere la legge e la sicurezza, si violi in primo luogo la fonte delle fonti del diritto: la Costituzione. Tutti sappiamo del sotto organico del corpo dei vigili urbani di Roma. Tuttavia non può essere con un Decreto legge e qualche misura abborracciata che si risolve la questione.

Se il punto centrale del tutto è il Giubileo, noi ci domandiamo come possano, 2200 persone che non hanno superato alcun concorso e non sono ancora state addestrate, difendere la sicurezza dei Romani, dei fedeli e dei turisti e tutto ciò già da gennaio 2016.

Come mai la volontà politica di porre fine al dramma umano di questi ragazzi viene solo ora? Roma è capitale della Cristianità non da ieri o dall’altro ieri e tutti sappiamo dei rischi che corre. Una visione strategica delle questioni poste dalla sicurezza avrebbe dovuto capire la delicatezza del problema con congruo anticipo e non con sommo ritardo, come si è fatto. Allora il CSI ritiene che questa operazione sia solo di tipo mediatico e quindi miope e priva di largo respiro, oltreché ingiusta nei confronti delle altre procedure che hanno già una graduatoria, per altro quasi prossima alla scadenza e in molti casi con appena 20 o 30 assunzioni avviate.

Se fosse vera la notizia di un apposito decreto legge per accomodare la questione e assumere, senza un concorso concluso, i futuri vigili, il CSI, assieme allo studio legale dell’avocato Leone, si farà promotore di un ricorso collettivo, essendo tale atto lesivo dei diritti e degli interessi delle persone coinvolte nelle altre 21 procedure di Roma Capitale. Tale azione, per altro, si iscriverebbe nel solco della prossima campagna social #iomerito che lo Studio Leone sta programmando per 2016 con l’intento di tutelare le posizioni dei vincitori e degli idonei non assunti e appartenenti a graduatorie ancora valide. 

Fonte: www.romapost.it

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