Questo articolo è stato letto 1 volte

I Comuni contro l’Aci: “I soldi delle multe spesi nella sicurezza stradale”

scrivere-multe

scrivere-multeI Comuni non ci stanno. Non vogliano passare per amministrazioni che fanno cassa con le multe agli automobilisti. Il Codice della strada, articolo 208, prevede che il 50 per cento dei proventi dalle sanzioni venga destinato alla mobilità e alla sicurezza, cioè al riammodernamento delle strade dei centri urbani. «Ma ciò non avviene e i soldi vengono dirottati su altre voci di spesa», almeno così la pensa l’Aci, l’Automobile Club Italiano, che ha denunciato quest’abitudine. Basta aggiungere una lettera alla sigla e la prospettiva cambia. L’Anci, l’associazione nazionale che raggruppa i Comuni italiani, considera quello dell’Aci «un attacco gratuito basato su numeri sbagliati» spiega Antonio Ragonesi, responsabile sicurezza dell’associazione.

 

BATTAGLIA DI DATI 

Gli incidenti, innanzitutto. «Non è vero – secondo l’Anci – che in città gli incidenti sono in aumento». E porta le cifre fornite dall’Istat che fotografano tra il 2012 e il 2014 un calo degli incidenti del 4,4 per cento e dei morti dell’11,3 per cento. Una diminuzione frutto anche, spiegano i Comuni, della realizzazione negli ultimi anni di diversi interventi in collaborazione con la Direzione generale per la sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture. Anche se ci sono differenze da città a città e il quadro non è proprio uniforme. A Roma si è passati da 32.269 incidenti nel 2013 a 29.662 nel 2014 a 21.077 calcolati al 30 settembre 2015. A Torino la situazione cambia: dai 5.057 nel 2013 gli incidenti sono aumentati a 5.639 nel 2014 (mentre a fine settembre 2015 sono 3.945).

 

PROPOSTE DI MODIFICA  

Per quanto riguarda la divisione dei proventi delle multe, il dettaglio fornito dall’Anci è limitato a sole quattro città, Catania, Trieste, Firenze e Venezia, dove più della metà degli introiti è destinato alla ripartizione prevista dalla legge: un quarto della quota del 50 per cento alla segnaletica, un altro quarto al potenziamento di attività di controllo e accertamenti delle violazioni (mezzi per la polizia municipale e altro), la restante parte (il 25 per cento) alla manutenzione delle strade. Ma il problema è molto più ampio, secondo l’Anci che ha proposto emendamenti alla legge di Stabilità proprio per affrontare alla radice i vincoli di spesa previsti dal Codice: «È assurdo l’obbligo di destinazione nelle percentuali previste – dice Ragonesi – dal momento che si tratta di un obbligo cieco a prescindere da quelle che sono esigenze e priorità che hanno invece gli enti locali».

 

Fonte: www.lastampa.it

 

 

Fonte:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *