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ENTI LOCALI – Sentenza del lavoro in materia di posizioni organizzative

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Proponiamo alla vostra attenzione una recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Alessandria, con la quale il Giudice, nell’ambito di una vertenza relativa ad una lavoratrice passata in regime di distacco all’Amministrazione del Tribunale di Alessandria, le ha riconosciuto il diritto al mantenimento non solo del trattamento economico fondamentale ed accessorio, ma anche del compenso relativo all’incarico di posizione organizzativa, motivando che, in mancanza di una regolamentazione approvata da ogni singolo Ente, il dipendente di una posizione organizzativa conserva la titolarità della stessa, anche nei casi di assenza, nonché il corrispondente diritto a percepire la retribuzione di risultato.

La sentenza evidenzia a titolo di esempio altri casi per i quali la retribuzione di posizione spetti ai titolari di incarichi di posizione organizzativa. Viene altresì specificato che ogni lavoratore alle dipendenze di una pubblica Amministrazione può essere “comandato” dal proprio datore di lavoro a prestare servizio temporaneamente presso un altro datore di lavoro, nell’ambito dell’esercizio unilaterale del potere direttivo ai sensi dell’ art. 2104 c.c. Anche se il comando può soddisfare le esigenze organizzative di entrambi i datori di lavoro, la giurisprudenza ha chiarito che debba essere presente e determinante l’interesse del titolare del rapporto ad utilizzare il lavoratore presso un altro soggetto beneficiario della prestazione. Non è, inoltre, necessario il consenso da parte del lavoratore, ma è sempre deciso d’autorità dal titolare del rapporto, anche se è evidente che il consenso dato dallo stesso lavoratore rende meno conflittuale tale procedura.                 

Andrea Bini

 

Vedi il testo della sentenza

 

 

La gistificazione delle assenze dopo il Jobs Act

di Livio Boiero

La materia delle assenze nel pubblico impiego è piuttosto complessa perché la sua disciplina è il risultato di norme di natura legislativa e contrattuale.

Alle tradizionali problematiche legate all’assenza per malattia – comprese le  visite mediche – o al diritto allo studio, con particolare riguardo alla partecipazione alle università telematiche, si sono aggiunte quelle conseguenti all’attuazione del Jobs Act.

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