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Baraccopoli abusiva, il blitz della Forestale e Municipale

Una baraccopoli nascosta tra i boschi di Poggio Mendico.  Questa mattina personale del Corpo Forestale dello Stato del Gruppo Ambiente della Procura di Arezzo e del Comando Polizia Municipale di Arezzo coadiuvati dall’Ufficio edilizia del Comune di Arezzo e dal servizio veterinario della Asl di Arezzo hanno eseguito una perquisizione in alcune terreni all’interno del Bosco in località Poggio Mendico. Le operazioni sono scattate stamani alle 7 quando il personale del Corpo Forestale del Comando Provinciale di Arezzo si è recato  nell’abitazione del proprietario, un settantenne aretino e dopo avergli notificato il provvedimento è stato accompagnato nei terreni di sua proprietà dove nel frattempo Polizia Giudiziaria ha dato il via alle operazioni di perquisizione.

Completamente occultata alla vista e all’interno di un area boschiva con viabilità interdetta è stata scopertauna baraccopoli costituita da vari manufatti edilizi realizzati nel corso degli anni in area vincolata paesaggisticamente in assenza di ogni titolo autorizzativo. Tali strutture utilizzate per il rimessaggio di materiali, macchine operatrici e animali domestici si presentavano, in parte, in condizioni fatiscenti e pericolanti , ancorate in modo precario senza alcun rispetto anche delle elementari norme poste a tutela della sicurezza in caso di crolli, smottamenti, incendi. Immediate le contestazioni penali al proprietario che non ha fatto altro che ammettere la situazione allargando le braccia.

Accertamenti sono stati svolti anche sulla condizione e sullo stato di detenzione degli animali e sulle condizioni igeniche dei luoghi apparse precarie. L’intervento in sinergia tra Corpo Forestale per gli aspetti ambientali e paesaggistici, il Comando della Polizia Municipale di Arezzo e l’Ufficio edilizia del Comune per la parte edilizia e il servizio veterinario della ASL di Arezzo per la parte relativa alle condizioni igeniche dei luoghi e allo stato di salute degli animali, ha permesso, con un solo intervento di poter concludere rapidamente tutte le operazioni di accertamento necessarie richieste dalle varie normative interessate.

Le violazioni accertate prevedono l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15.493 a 51.645 euro nonché la sanzione accessoria del ripristino dello stato dei luoghi essendo opere per le quali non è ammessa la sanatoria essendo state realizzate in area soggetta a speciale tutela. Le attività adesso proseguiranno, ognuno per le parti di competenza ma il tutto coordinato dall’Autorità Giudiziaria.

Fonte: www.lanazione.it

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