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Treviso – Smog, multe ai negozi con le porte aperte

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smog-auto-inquinamento-trafficoPolveri sottili (Pm10) e inquinamento atmosferico: venerdì scorso l’Arpav ha certificato a Treviso l’88esimo sforamento dei limiti di legge dall’inizio dell’anno. Sabato idem, e ieri quasi certamente c’è stato il 90esimo sforamento, dato che continua a non piovere. Aria inquinatissima, dunque, soprattutto nella Marca trevigiana e nel Veneziano, con indice «pessima». L’emergenza smog continua: bisogna fare di tutto per contribuire a contenere l’ emergenza, anche se nel capoluogo il blocco delle auto non catalizzate è stato sospeso l’11 dicembre per le feste di fine anno, per tornare in vigore l’11 gennaio 2016.

Ma Ca’ Sugana avverte: la polizia municipale controllerà a campione le abitazioni che usano camini, se dal tetto dovesse uscire un fumo particolarmente scuro e denso, ma anche le attività commerciali. Per un altro motivo però: rischiano la multa quelle attività che verranno trovate con alta temperatura al loro interno ma con le porte di ingresso spalancate per invogliare i clienti ad entrare. E questo perché l’ordinanza comunale antismog «Respiro meglio a Treviso» parla chiaro: bisogna «tenere chiuse le porte di ingresso e le finestre degli edifici commerciali e degli edifici pubblici e studi privati per contenere lo spreco energetico e la conseguente emissione in atmosfera di rifiuti gassosi».

Un giro di vite nell’attesa del vertice regionale del 30 dicembre indetto per parlare dell’emergenza inquinamento. Il sindaco Giovanni Manildo e l’assessore Luciano Franchin hanno scritto al governatore Luca Zaia, al presidente della Provincia di Treviso e ai sindaci degli altri capoluoghi veneti per invitarli, il 30 dicembre, a prendere tutti insieme decisioni serie e comuni per combattare l’inquinamento. Ma a stretto giro di posta, per la Regione, risponde l’assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin: «A prendere decisioni sull’inquinamento devono essere i sindaci, coordinati dalle singole Province, non la Regione. E non ha senso parlare di provvedimenti comuni, poiché la situazione ad esempio a Belluno è ben diversa e migliore che a Treviso: se Belluno non sfora i limiti delle Pm10 e Treviso sì, deve essere Treviso a prendere provvedimenti. È quindi sbagliato chiederci di imporre blocchi e divieti. Lo facciano i Comuni. E più dei blocchi del traffico hanno senso decisioni come quella del sindaco di Vicenza Variati, che ha vietato l’utilizzo di camini e stufe, ossia apparecchi per il riscaldamento domestico funzionanti a biomassa legnosa, ossia la principale fonte di polveri sottili». Anche il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro la pensa così, «anche perché i blocchi e le limitazioni al traffico non portano ad alcun risultato». Insomma: il vertice regionale del 30 dicembre si preannuncia come il solito “sfogatoio” senza che alla fine venga deciso nulla di concreto.

Tornando alla città, continua l’allarme inquinamento a San Giuseppe, e pare non aver avuto grande efficacia il divieto, scattato mesi fa, ai camion di attraversare il quartiere sulla Noalese in direzione Padova, con obbligo di imboccare direttamente la Castellana: i 46 controlli della polizia municipale fatti fino a oggi, con 21 posti di blocco, hanno prodotto 49 multe ad altrettanti camion in infrazione, per un ammontare di 4 mila euro di contravvenzioni. Ma i posti di blocco non si possono fare ogni giorno, e quindi c’è chi ne approfitta quotidianamente.

 

Fonte: tribunatreviso.gelocal.it

 

 

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