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Reggio Emilia – Sicurezza, il degrado passa attraverso le persone

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municipale-sicurezzaMetà delle persone che martedì sera sono andate a teatro, prima di vedere Jesus Christ Superstar, hanno visto la violenta rissa scoppiata nel kebab di via Secchi e che, per almeno quaranta minuti, ha costretto i passanti a fermarsi, cercare di rendersi conto della situazione e passare, con passo spedito, radenti al muro del museo per scansare i litiganti che ondeggiavano pericolosamente da una parte all’altra della strada.

Per i residenti, che osservavano dalle finestre e, intanto si affrettavano a chiamare le forze dell’ordine, è stata una visione al tempo stesso impressionante ed avvilente, forse emblematica dell’attuale vita urbana. Le persone dirette al luogo di cultura si muovevano compresse e intimorite in fila indiana su un lato della strada. Le persone violente che si picchiavano e si ferivano per un negato accesso alla toilette di un kebab, dominavano la strada, indifferenti al rispettto civico e alle leggi.

L’errore che sta compiendo questa città è quello di credere che, ciò che è accaduto in via Secchi, sia, tutto sommato un episodio eccezionale. Purtroppo non è così, ma soprattutto ciò che si stenta a comprendere è che fatti del genere non sono la causa del degrado, ma la conseguenza, non sono la luna, ma il dito.

La verità è che scontri e risse, consumate, abbozzate o anche solo minacciate avvengono ogni giorno in molte strade di Reggio e del centro storico. Chi percorre queste strade e queste zone entra in un contesto di violenza latente e di povertà culturale evidente, che si manifesta nelle misere vetrine di certi negozi e nei comportamenti malavitosi di decine e decine di figure che sono ormai parte di un avvilente paesaggio urbano.

La zona dei teatri, per esempio, con i suoi ubriachi e i suoi spacciatori permanenti, è il simbolo di una grande operazione rimasta incompiuta e il segno del fallimento delle politiche di decoro e sicurezza urbana. La riqualificazione della piazza e del Palazzo dei Musei Civici è stata importante perchè riportava l’attenzione della comunità sul centro storico e sul suo bisogno di cura. Ma l’intervento sulle cose, che ha reso più bella l’estetica del luogo non era che il primo passo utile per rendere migliore la vita della comunità. Il paesaggio urbano e la vera qualità di un luogo è data dalle persone che lo abitano, lo frequentano e che, attraversandolo, si possono incontrare.

Lasciare attecchire il degrado in queste zone genera violenza e quando il degrado diventa il segno distintivo di un luogo, quello diventerà anche luogo di violenza potenziale o conclamata.La retorica del “siamo la città migliore” è un utile espediente per incoraggiare le persone e riconoscere i meriti della nostra comunità, ma a patto di non crederci fino in fondo, altrimenti il rischio è la cecità sociale e la pigrizia culturale. Sminuire o peggio, non voler vedere le decine di spacciatori maghrebini  che stazionano in permanenza nei pressi dei giardini pubblici e dell’isolato San Rocco, è un danno alla comunità. Ignorare i gruppi di stranieri dell’est che bivaccano ovunque, apparentemente nullafacenti, o trovare giustificazioni per gli italiani che si ubriacano e drogano tutto il giorno a lato del teatro o nel parcheggio di via Nacchi, favorisce il deterioramento delle relazioni sociali, la sfiducia nelle istituzioni e l’insicurezza.

E’ ora di aprire gli occhi lanciare un messagggio chiaro e rassicurante ai reggiani. Prendere atto che a Reggio abbiamo un problema di sicurezza urbana e degrado e cominciare a mettere in campo azioni efficaci in grado di riportare  normalità in luoghi e situazioni che, da tempo, sembrano essere sfuggite di mano.

 

Fonte: gazzettadireggio.gelocal.it

 

 

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