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Auto blu, è reato usarle nel tragitto da casa all’ufficio

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Via libera all’unanimità della Camera alla proposta di legge sulle auto blu a prima firma di Giorgio Sorial (M5S). Il provvedimento, approvato con 387 voti favorevoli, nessun contrario e 19 astenuti, passa ora al Senato.
Tra le novità del testo, il divieto da parte delle amministrazioni pubbliche di acquistare autovetture e di stipulare contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto autovetture fino al 31 dicembre 2017, anziché 31 dicembre 2015, come previsto dall’ultima delle leggi di stabilità e il divieto di usare le auto di servizio nel tragitto tra casa e lavoro.

Intanto c’è stato il via libera della Camera, con 412 voti favorevoli e nessun voto contrario, all’articolo 1 del provvedimento che introduce un’ulteriore giro di vite sull’utilizzo delle auto blu. In particolare, diventa reato e, precisamente, peculato d’uso, l’uso delle auto blu per il tragitto da casa all’ufficio. Oltre ad estendere fino al 31 dicembre del 2017 il divieto di acquisto o affitto di auto blu, l’articolo 1 della proposta di legge prevede che «l’utilizzo delle autovetture di servizio a uso non esclusivo a disposizione di ciascuna amministrazione inserita nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione», come individuata dall’Istat, «inclusa la Banca d’Italia, la Commissione nazionale per le societè e la borsa e l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni è consentito solo per singoli spostamenti per ragioni di servizio, che non comprendono lo spostamento tra abitazione e luogo di lavoro in relazione al normale orario d’ufficio». Il che significa che, per chi non rispetta i limiti, c’è il rischio di incorrere nel peculato d’uso, reato che prevede anche la reclusione da sei mesi a tre anni.

Con la nuova regolamentazione, spiega Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, della Camera, si disciplina l’uso delle auto blu e punisce ogni abuso, «all’interno di un percorso già tracciato dalle scelte operate dal governo che ne ha già tagliato abbondantemente il numero». Chi utilizzera’ l’automobile di rappresentanza per scopi privati, sottolinea Fiano in una dichiarazione «compie il reato di peculato d’uso, punibile, secondo il codice penale, con il carcere da un minimo di sei mesi fino a tre anni. Vi è inoltre la proroga al 31 dicembre 2017 del divieto di acquisizione di altre autovetture e vengono erogate sanzioni pecuniarie da cinque fino a diecimila euro per quei dirigenti delle amministrazioni pubbliche che non partecipano al censimento annuale delle auto di servizio. Insomma, si pone fine ad un malcostume indecente e finalmente si volta pagina» ha dichiarato Fiano.

 

Fonte: www.ilsole24ore.com

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