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I sindaci contro i ciclisti: raffica di multe per chi non rispetta le regole

Da nord a sud la situazione non cambia. Con i primi caldi primaverili le strade provinciali diventano oggetto di contesa tra automobilisti e ciclisti. Una guerra fatta a colpi di esposti ai Comuni: più biciclette ci sono, più aumenta la tensione con chi preferisce le quattro ruote.

L’ultimo caso sui colli Euganei, dove i sindaci di Torreglia e Teolo hanno schierato la polizia locale per multare i ciclisti che affrontando salite mitiche, come quella per Castelnuovo. “Devono viaggiare in fila, ma non lo fanno – dice il sindaco di Teolo Moreno Valdisolo – multarli non è facile, pochi portano con sé i documenti. Dobbiamo portarli i Comune per identificarli”.

Sulla Costiera amalfitana la situazione non cambia: la domenica la polizia municipale è costretta a staccare verbali che arrivano ai 92 euro per i granfondisti che viaggiano a 30 chilometri orari, senza curarsi del codice della strada che impone ‘la fila unica’.

C’è anche però chi si schiera con le due ruote, come Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme, a 10 chilometri da Teolo. Ha fatto allestire una stazione di lavaggio per bici, “convinto che il cicloturismo sia una risorsa”.

Ma ci sono anche situazione totalmente opposte; ci sono, infatti, interi Comuni dove i sindaci permettono l’accesso alle ciclabili solo ai residenti, vietando le due ruote ai forestieri.

Nel 2015 i ciclisti occasionali erano 12 milioni in crescita, e 112mila gli iscritti a Federciclismo. Siti come Bikeitalia.it spronano a “un uso responsabile della strada” e invitano gli automobilisti a ragionare. Ma sono sempre più frequenti i casi di risse. 

Il caso più noto è quello dell’aggressione al campione di bici freestyle Vittorio Brumotti, malmenato a Toirano in Liguria.

Il problema sempre più spesso denunciato dagli automobilisti è che, nonostante l’obbligo a transitare sulle piste riservate, dove siano presenti, i ciclisti preferiscono le altre strade perché quelle apposite sono spesso troppo affollate, tra famiglie, cicloturisti e ciclisti veloci, come sostiene Carlo Bertolotti, dell’associazione Fiab Ciclobby.

Frequente è, infatti, il caso dei ciclisti investiti da auto e poi multati per non aver usato la ciclabile.

Il dato sconcertante però è quello riportato dall’avvocato Domenico Musicco dell’Associazione vittime incidenti stradali: “Nel 2014 sono morti 273 ciclisti, un dato che continua a crescere”. Il 25 marzo, però, è entrata in vigore la legge sull’omicidio stradale che aumenta le pene per chi compie manovre pericolose. 

Fonte: www.huffingtonpost.it

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