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Ecco chi è “Sigaro man”, il vigile eroe della Colombo: «Amo il mio lavoro. E’ un gioco di squadra»

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Eccolo “Sigaro man”, al secolo Michele De Meis, 47 anni, dal 2000 nei Vigili Urbani di Roma Capitale, dirigere il traffico al semaforo di via di Acilia. All’ora di punta di martedì mattina, respira smog a pieni polmoni, fischietto al collo, sigaro in bocca: come un direttore d’orchestra allarga le braccia, muove le mani; dà il via libera prima alla corsia centrale, poi la ferma e su con le laterali che passano insieme e tutto scorre. È lui il vigile-eroe che combatte il traffico sulla Cristoforo Colombo, osannato sui social network dai dannati delle quattro ruote, ovvero le decine di migliaia di cittadini che dai quartieri di Ostia, Casal Palocco, Infernetto e Acilia, non hanno alternative per raggiungere il posto di lavoro. Gli habitué lo salutano, le donne gli lanciano baci, su Facebook subito appare il post: «Ecco i vigili, ecco sigaro man, finalmente».

«Direttore d’orchestra? È troppo – nicchia lui nei tre minuti di “pausa” quando il semaforo è verde per la corsia centrale e i fischietti riprendono fiato – Faccio solo il mio dovere con amore, passione e abnegazione. Così come fanno tanti altri colleghi in altri punti della Colombo. È un lavoro di squadra, il nostro. Certo, questo di Acilia è un nodo cruciale, ma se a Malafede non ci fossero i colleghi a dare man forte, non ci sarebbe bacchetta magica che tenga. Forse per il sigaro io sono più visibile, forse sorrido e risulto simpatico ma, ripeto, è un lavoro di squadra». De Meis si muove sicuro di sè, con uno sguardo inchioda uno scooterista che vorrebbe svicolare, con l’altro dà il segnale alla collega per fare scattare il verde. Dopo anni nella giudiziaria, a dare la caccia ai latitanti nascosti nei campi rom e ai borseggiatori sui bus del centro, è approdato al Gipt. Un automobilista si scorge dal finestrino della sua 500L ferma al semaforo: «Quando c’è lui non c’è fila, come in tutte le professioni c’è chi è più bravo», ci tiene a dirlo. 

Alla scuola del Gipt, gruppo pronto intervento traffico – l’ex radiomobile della polizia locale – la preparazione è al top per tutti. Qui 300 uomini e donne (su più turni) vengono addestrati a “domare” gli automobilisti più indisciplinati e a sedare gli ingorghi più infernali. Gli appartenenti vengono inviati quotidianamente sulla Colombo, sul lungotevere, allo Stadio e impegnati nelle scorte in motocicletta o nelle situazioni più calde. Le forze migliori da schierare. «Per la Cristoforo Colombo, in particolare – spiega Dario Dini, “Falco 1”, decano del Gipt con 38 anni di servizio – è stato creato un turno ad hoc, anticipato di un’ora, dalle 6.48 alle 5.48 proprio per aiutare a fare defluire le auto dal quadrante sud. In genere ci sono due vigili fissi all’incrocio con via Pindaro, due ad Acilia, due a Malafede, oltre alla pattuglia anti-infortunistica». Una manna per chi vive nel X Municipio. «Abbiamo raccolto in pochi giorni 2700 firme – afferma Tiziana Tuzza, presidente del comitato “Voce della Colombo” – Chiediamo con forza il mantenimento e il rafforzamento del presidio di vigili urbani perché loro ormai sono i nostri angeli. Sigaro man è il simbolo, ma ognuno è prezioso, lavorano sotto la pioggia e sotto il sole cocente, non si risparmiano nonostante prendano magari lo stesso stipendio di chi è più comodo in ufficio, ci sono anche delle vigilesse bravissime. Naturalmente, ci rivolgiamo ai candidati sindaco perché finalmente impieghino risorse anche per interventi strutturali: la città è cresciuta, la viabilità è la stessa, senza complanari e sottopassi».

«È evidente la richiesta da parte dei romani di una maggiore presenza dei vigili in strada a fare defluire il traffico – incalza Gabriele Di Bella, sindacalista Fiadel e funzionario di polizia locale – fino a pochi anni fa c’erano 185 punti viabilità operativi in strada, oggi ne servirebbero 200, ma i gabbiotti ormai vuoti fanno tristezza. Chi amministrerà Roma dovrà tenerne conto, i vigili dovranno tornare a fischiare aiutati anche dalle nuove tecnologie». Insomma, i caschi bianchi in certe occasioni sono indispensabili. Ed ecco De Meis e Dini che spingono un’auto rimasta in panne fino a farla accostare sul ciglio della strada. Anche questo è «dovere».

 

Fonte: www.ilmessaggero.it

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