Questo articolo è stato letto 0 volte

Polizia locale, task force e foto in rete contro i furti di biciclette

Le ultime due sono state recuperate giovedì in piazza Caiazzo. Una valeva più di mille euro, l’altra 500. Erano state rubate la sera prima da un garage. Il ricettatore è stato denunciato. Ma ce ne sono tante altre sequestrate che, per ora, rimangono senza padrone. Da ieri un elenco di fotografie compare sulla nuova pagina Facebook del Comune: «Bici rubate e ritrovate – Milano». Una piattaforma per mettere in contatto il lavoro delle forze dell’ordine con i cittadini derubati. La pagina rappresenta però soltanto lo strumento di lavoro pubblico di una nuova squadra investigativa della polizia locale, che si occuperà a tempo pieno di questo tipo di furti, su due livelli: primo, convogliare più informazioni possibili su denunce, sequestri e ritrovamenti; secondo, e fondamentale, indagare sulle reti dei ricettatori. Perché se pure il fenomeno viene di solito catalogato alla voce microcriminalità, bisogna pur considerare che ha proporzioni enormi. Secondo alcune stime, a Milano vengono rubate circa 16-18 mila bici ogni anno.

Spiega l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli: «In città aumenta costantemente l’uso delle biciclette e, di conseguenza, si verificano anche molti furti. Da oggi un gruppo di agenti della polizia locale se ne occuperà in maniera sistematica per porre un argine a questi reati che colpiscono i cittadini. Se vogliamo incoraggiare sempre più la mobilità sostenibile, dobbiamo proteggere in ogni modo, anche dai furti, chi usa la bicicletta». A capo della nuova «Squadra contrasto bici rubate» ci sarà un giovane e tenace vicecommissario, Daniele Lo Presti, che già da un paio d’anni si occupa di inchieste di questo tipo, in particolare sui giri di ricettazione intorno ai Navigli e piazzale Cantore. Anche per la massa di interventi e sequestri in quella zona, il mercato nero delle biciclette negli ultimi tempi si è spostato in altre piazze della città e soprattutto sugli annunci in Rete: «Da inizio gennaio – racconta Lo Presti – abbiamo fatto una decina di interventi di questo tipo, fingendoci interessati all’acquisto dopo aver visto un annuncio online sospetto. I venditori sono stati denunciati. Qualcuno era in buona fede, aveva fatto solo un incauto acquisto in qualche mercatino, gli altri erano veri ricettatori».

 Chi ha subìto un furto potrà da oggi consultare l’elenco delle fotografie sulla pagina Facebook per cercare di recuperare la propria bicicletta. Si possono inviare anche segnalazioni e avvistamenti. La nuova squadra della polizia locale lavora con il pool «reati contro il patrimonio» della Procura e con i carabinieri del Palazzo di Giustizia, con l’obiettivo di convogliare denunce e sequestri su un unico canale e creare una rete di informazioni, che renda più efficace sia il lavoro investigativo, sia il meccanismo di risposta ai derubati. Uno dei problemi chiave per la restituzione delle biciclette sequestrate, è riuscire ad avere elementi certi sul proprietario. E la nuova squadra si è mossa in maniera pragmatica per costruire una rete: «Stiamo lavorando – conclude Lo Presti – con alcuni importanti rivenditori milanesi, con l’obiettivo di rendere il più possibile tracciabili le biciclette». Il primo accordo è stato stretto con Decathlon: quando si compra una bici con una carta fedeltà, automaticamente il sistema lega il numero di telaio all’acquirente. Collaborazione analoga è stata avviata con i grandi marchi Rossignoli e Silvestrini, affinché tengano un registro delle vendite. Obiettivo fondamentale: far sì che quando una bici viene sequestrata, in 24 ore sia possibile restituirla al proprietario.

Fonte: www.milano.corriere.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *