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Buttafuori in piazza Erbe a Bolzano, il Comune dà il via libera

Avanti con la sicurezza privata per presidiare piazza Erbe ed evitare schiamazzi e soprattutto vandalismi dopo le 23. È questa l’indicazione uscita dalla riunione blindata che si è svolta ieri pomeriggio in piazza Walther che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda: esercenti (presenti Unione e Confesercenti), residenti, Comune (ufficio attività economiche, servizio giovani e alcuni consiglieri) e polizia municipale. La prima decisione è stata quella di istituire un tavolo di lavoro che possa approfondire l’annosa questione. Periodicamente tutti i soggetti coinvolti si incontreranno per monitorare la situazione. Il progetto, legato a filo doppio alla presenza di buttafuori sul territorio, sembra dunque pronto a partire. Le indicazioni, infatti, sono quelle già filtrate nei giorni scorsi: controlli degli agenti della sicurezza privata per un mese per almeno due notti la settimana. Si inizierà con una fase sperimentale, pagata dagli esercenti, per poi ragionare e scegliere, eventualmente, strade più incisive. Il preventivo per il periodo estivo è di 25mila euro ma limitando a un mese il progetto la spesa per i titolari dei locali diminuirà. Verosimilmente le due serate interessate dalla sperimentazione saranno il venerdì e il sabato quando aumenteranno anche i controlli dei vigili per cercare di dare un supporto più efficace all’iniziativa. Il vero nodo della questione, infatti, resta proprio l’efficacia di una simile soluzione.
La sicurezza privata, del resto, non può certo risolvere da sola il problema. Gli addetti alla security possono semplicemente invitare i ragazzi ad entrare nei locali dopo le 23, ma non possono spingersi oltre. Non possono elevare contravvenzioni e men che meno usare metodi coercitivi. Tra l’altro – come fanno notare gli addetti ai lavori – i buttafuori non sono guardie giurate che, comunque, sarebbero solo meri esecutori di un contratto di sorveglianza su beni privati e non hanno alcuna competenza per la sicurezza pubblica. Dal punto di vista normativo, dunque, saranno utilizzati in piazza Erbe unicamente per controllare le aree e gli spazi. Nel concreto, però, possono fare poco più del lavoro di cui, fino ad oggi, si sono fatti carico gli streetworker criticati dalle consigliere comunali Svp Judith Kofler Peintner e Johanna Ramoser perchè «i caschi “bianchi” non hanno il potere di allontanare chi esagera e non capisce che ad una certa ora non può fare quello che vuole». Potere che, per inciso, non hanno nemmeno gli addetti alla security. Non a caso gli streetworker sono stati confermati anche durante il tavolo di confronto di ieri.
Va detto che anche gli esercenti non possono fare molto di più: pagare un’agenzia di sicurezza privata è l’unica azione che potrebbe fungere da deterrente. Almeno contro i vandalismi. «La guardia particolare giurata (che comunque non è un buttafuori, ndr) può, con procedure concordate, solo tutelare beni mobili e immobili dei privati. La sicurezza delle persone è demandata

allo Stato» precisa il questore Lucio Carluccio. «Come polizia non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione da parte del Comune che ha competenza sugli orari perché si tratta di una questione amministrativa. Di sicuro noi continueremo a pattugliare con attenzione».

Fonte: www.altoadige.gelocal.it

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