Questo articolo è stato letto 128 volte

NCC, legittime le limitazioni al territorio comunale

ncc-le-limitazioni-al-territorio-comunale-devono-attendere-ancora.jpg

L’art. 11, comma secondo, della legge 15 gennaio 1992, n. 21

“Il prelevamento dell’utente ovvero l’inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza per qualunque destinazione, previo assenso del conducente per le destinazioni oltre il limite comunale o comprensoriale, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell’articolo 4”

è pienamente legittimo per il Consiglio di Stato e non viola la Costituzione, il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e nemmeno la normativa CEDU, in quanto “L’obbligo di utilizzare, nell’esercizio del servizio di NCC, esclusivamente una rimessa ubicata all’interno del territorio del comune che rilascia l’autorizzazione, è immediatamente finalizzato a garantire che il servizio stesso, pur potendosi svolgere senza limiti spaziali, cominci e termini presso la medesima rimessa, ovvero entro il territorio comunale. Ciò risponde all’esigenza di assicurare che il detto servizio sia svolto, almeno tendenzialmente, a favore della comunità locale di cui il Comune è ente esponenziale”.

Leggi la sentenza

 

Ti Consigliamo

Manuale di Polizia Giudiziaria

Che differenza esiste tra domicilio eletto e dichiarato? Quale parte del verbale d’identificazione, elezione di domicilio e nomina del difensore non deve mai mancare a pena di nullità del verbale stesso?

Il volume analizza questi e tanti altri aspetti normativi e procedurali, in modo approfondito, facendo puntuale richiamo alla più recente giurisprudenza di riferimento, e indicando, di volta in volta, le tipologie di atti che l’operatore è chiamato a redigere, specificandone, infine, struttura, funzione e modalità per la corretta stesura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *