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Abrogazione art. 126 TULPS e tenuta del registro giornale degli affari: problemi di sicurezza pubblica?

commercio cose antiche usate

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con Parere 2.3.2017, risponde a una richiesta della Regioni Friuli Venezia Giulia in merito agli effetti dell’abrogazione dell’art. 126 TULPS (dichiarazione preventiva al Comune per l’esercizio del commercio di cose antiche o usate) ad opera dell’art. 5, c. 3 del D.Lgs. n. 222/2016, con particolare riguardo alla disposizione, non abrogata, dell’art. 128 TULPS (recante l’obbligo di tenuta di un registro giornale degli affari).

Il Ministero premette, innanzitutto, che l’interpretazione del complesso normativo di riferimento presenta obiettivi margini di opinabilità, i quali giustificano le incertezze rappresentate (infatti lo stesso Ministero aveva espresso avviso contrario alla completa abrogazione dell’art. 126 TULPS).

Per il MIT gli esercenti cose antiche o usate sono sottratti all’obbligo di tenuta del registro giornale degli affari

La posizione del MIT è quindi quella per cui l’abrogazione dell’art. 126 TULPS, disposta dall’art. 5, c. 3 del D.Lgs. n. 222/2016, abbia sottratto gli esercenti contemplati da tale articolo all’obbligo di tenuta del registro indicato. E proprio in tal senso, evidenzia il Ministero:

sono apertamente orientati gli intenti semplificatori e di alleggerimento dei regimi amministrativi delle attività imprenditoriali che costituiscono la ratio generale del decreto legislativo n. 222/2016 ed il tenore logico della stessa disposizione abrogatrice.

Alla luce delle conseguenze dell’abrogazione, il Ministero indica che sono ancora in corso approfondimenti in particolare relativamente alle problematiche di ordine e sicurezza pubblica collegate ad alcuni dei settori economici interessati.

Consulta il Parere 2.3.2017 prot. 557/PAS/U/003342/12020.A(1) del MIT

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