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Omicidio stradale: in arrivo un piccolo ritocco

Omicidio stradale

È passato poco più di un anno dall’ingresso in vigore del DDL omicidio stradale e, dopo le numerose critiche e polemiche scatenate (legate anche ad infelici casi di cronaca) è recente la notizia dei primi frutti raccolti, testimoniati dal minor numero di vittime registrate in incidenti stradali (in calo del 6,7% rispetto allo scorso anno) e dalle prime sentenze dei tribunali. Eppure, proprio mentre la macchina istituita il 24 marzo del 2016 si avvia, potrebbe già arrivare un intervento di modifica, seppur di lieve entità.

La novità è questa: il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, introdotto proprio in concomitanza all’omicidio stradale e fino ad oggi perseguibile d’ufficio, diventerà perseguibile solo in seguito a querela. Questo almeno se il testo del DDL dovesse essere approvato così com’è stato presentato al senato.

Lesioni personali stradali: quando perseguibili d’ufficio?

Il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime resterà perseguibile d’ufficio solo in caso di aggravanti. Qui sotto una breve elencazione di quelle previste all’art. 590-bis del Codice della Strada:

  • guida in stato di ebbrezza alcolica (o sotto l’effetto di stupefacenti);
  • guida ad una velocità superiore al doppio rispetto al limite massimo consentito (la velocità dev’essere oltre i 70 km/h in centro urbano e oltre il limite di almeno 50 km/h  su strade extraurbane);
  • guida contromano;
  • passaggio all’intersezione con semaforo rosso;
  • manovra di inversione ad U in corrispondenza di dossi, intersezioni o curve;
  • manovra di sorpasso in prossimità di strisce pedonali o in corrispondenza di riga continua.
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Le novità introdotte con il DDL che riformerà il processo penale non sono assolute. Prima dello scorso marzo, quindi prima dell’ingresso in vigore della legge sull’omicidio stradale, tutti i casi di lesioni causate da violazioni del Codice della Strada erano perseguibili unicamente in seguito a querela di parte. Dopo il breve periodo di vigore della legge 46/2016 quindi, si ritorna al passato. Certo è curioso che si rimetta mano alla materia, anche se indirettamente, a nemmeno un anno di distanza dalla sua approvazione.

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