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Contraffazione della patente e del permesso internazionale

conversione patente estera

Colpevole del delitto di cui agli artt. 477 e 482 cod. pen., per avere contraffatto o fatto da altri contraffare una patente di guida apparentemente rilasciata dalla competente autorità della Repubblica Dominicana ed un permesso internazionale di guida apparentemente rilasciato dalla stessa autorità.

I documenti sequestrati all’imputato risultavano palesemente falsi, poiché era stato accertato dalla polizia giudiziaria che gli stessi erano frutto di un’attività illecita di contraffazione della quale era possibile valersi a pagamento tramite i canali internet; che, ogni caso, vi era difformità tra il permesso di guida internazionale effettivamente rilasciato all’imputato dalle autorità dominicane, risultante dall’attestazione versata in atti, e quello trovato in suo possesso; che, inoltre, era incongruo il riferimento operato dalla difesa dell’appellante all’art. 135 del Codice della Strada, non essendo certo che l’imputato fosse in possesso di una patente di guida rilasciata dalle autorità del suo paese e che ne avesse chiesto la conversione.

Non essendovi riscontro, nella fattispecie concreta, della validità sul territorio dello Stato dei documenti stranieri abilitanti alla guida corrispondenti a quelli contraffatti, occorre osservare che nell’ipotesi del falso innocuo, viene in rilievo il profilo dell’inesistenza dell’oggetto, con la conseguenza che esso si verifica allorché il falso cada sull’atto o su una parte di esso assolutamente privo di valenza probatoria.

La Corte afferma che il cosiddetto falso “innocuo” non può essere se non quello che incide su un documento inesistente o assolutamente nullo.

Viene inoltre ribadito che sul tema del bene giuridico tutelato dalle norme sul falso, è divenuto prevalente il riferimento alla efficacia probatoria del documento, per cui, se il falso lede l’aspettativa sociale di corrispondenza ai fatti di alcuni tipi di rappresentazione, la innocuità della contraffazione o dell’alterazione di un documento può essere dovuta esclusivamente all’inesistenza dell’oggetto materiale tipico delle falsità in atti, il quale deve essere rappresentato da un documento dotato di efficacia probatoria legale.

La condotta falsificatrice che riguardi l’uso del documento – e che implichi, come nel caso scrutinato, valutazioni circa la validità dello stesso sul territorio dello Stato – non è innocua perché non cade sull’oggetto materiale del reato, vale a dire sul documento in sé.

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