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Legge di stabilità

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Articolo 1, comma 461 (Servizio di notificazioni a mezzo posta)

 

Il comma 461, introdotto dal Senato e modificato in sede referente dalla Camera con l’approvazione dell’emendamento 42.25 NF, modifica la disciplina delle notificazioni a mezzo posta (legge n. 890 del 1982), per dare completa attuazione al processo di liberalizzazione della comunicazione a mezzo posta, delle notificazioni di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada, previsto dall’ultima legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge n. 124 del 2017).

 

Il comma 461, introdotto dal Senato e modificato in sede referente dalla Camera con l’approvazione dell’emendamento 42.25 NF, interviene sulla legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 2014), aggiungendovi i commi da 97-bis a 97quinquies, al fine assicurare l’efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta nel contesto della liberalizzazione delle comunicazioni e di assicurare, a decorrere dall’anno 2018, gli attesi risparmi di spesa.

 

La disposizione in commento richiama i commi 57 e 58 dell’articolo 1 della legge n. 124 del 2017 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), che disciplinano l’apertura al mercato della comunicazione, a mezzo posta, delle notificazioni di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada.

In particolare, le disposizioni richiamate sopprimono, a decorrere dal 10 settembre 2017, l’attribuzione in esclusiva alla società Poste italiane Spa (quale fornitore del Servizio universale postale) dei servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari (ai sensi della legge 890/1982) nonché dei servizi inerenti le notificazioni delle violazioni del codice della strada ai sensi dell’art. 201 del Nuovo Codice della strada (D.lgs. n. 285/1992), introducendo nel decreto legislativo 261/1999 le necessarie disposizioni di coordinamento.

A seguito di tale intervento le notificazioni e le comunicazioni sopra indicate potranno essere fornite oltre che dal fornitore del servizio postale universale (Poste italiane Spa, ai sensi della legge n. 261 del 1999, fino al 2026) ma anche dagli altri operatori postali che, secondo la legislazione vigente, possono fornire singole prestazioni rientranti nel servizio universale, a condizione che siano dotati dell’apposita licenza individuale rilasciata da parte del Ministero dello sviluppo economico.

Il comma 58 assegna specifici compiti di regolazione con riferimento a queste licenze individuali all’Autorità nazionale di regolamentazione del settore postale, che ai sensi dell’articolo 21 del decreto-legge n. 201 del 2011 è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).

 

Il comma 97-bis modifica la legge n. 890 del 1982, recante Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari .

In particolare, inserendo due ulteriori commi all’articolo 1 – relativo alla possibilità per l’ufficiale giudiziario di avvalersi del servizio postale per la notificazione degli atti – la riforma (lett. a) precisa:

  • che il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso della licenza individuale (di cui all’art. 5, co. 2, secondo periodo, del D. Lgs. n. 261 del 1999) e deve rispettare gli obblighi di qualità minimi stabiliti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi della legge n. 124/2017;

 

Il comma 2 dell’articolo 5 della legge n. 261 del 1999, come modificato dal citato comma 57 della legge n. 124 del 2017, prevede in particolare che il rilascio della licenza individuale per i servizi riguardanti le notificazioni di atti a mezzo della posta e di comunicazioni a mezzo della posta connesse con la notificazione di atti giudiziari, nonché per i servizi riguardanti le notificazioni a mezzo della posta previste dall’articolo 201 del codice della strada, deve essere subordinato a specifici obblighi del servizio universale con riguardo alla sicurezza, alla qualità, alla continuità, alla disponibilità e all’esecuzione dei servizi medesimi.

 

Viene inoltre modificato l’articolo 2 della legge n. 890/1982 (lett. b), per sostituire all’attuale modello prestabilito dall’Amministrazione postale, in base al quale vengono effettuate le notificazioni, il modello approvato dall’Autorità di Regolamentazione del settore postale, sentito il Ministero della Giustizia.  All’articolo 3 della legge n. 890 del 1982 vengono apportate (lett. c) le seguenti modificazioni:

  • ogni riferimento all’ufficio postale o all’Amministrazione postale è sostituito con il riferimento al punto di accettazione dell’operatore postale;
  • per le notificazioni in materia penale, civile e amministrativa, effettuate in corso di procedimento, è previsto che sull’avviso di ricevimento e sul piego debbano essere indicati come mittenti la parte istante o il suo procuratore o l’ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto richiesta della notificazione all’ufficiale giudiziario. Dovrà inoltre essere indicato l’indirizzo del mittente, ivi compreso quello di posta elettronica certificata se si tratta di un soggetto obbligato a dotarsene;
  • l’operatore postale potrà richiedere una nuova compilazione dell’avviso o il riconfezionamento del piego che siano stati effettuati in violazione della prescritta modulistica, potendo altrimenti rifiutare l’esecuzione del servizio. La d) modifica l’articolo 4 della legge n. 890/1982, relativo all’avviso di ricevimento, per precisare che lo stesso costituisce prova dell’eseguita notificazione, fermi restando gli ulteriori adempimenti richiesti dalla legge al notificante. La riforma, inoltre, sopprime il riferimento al bollo dell’ufficio postale, che attualmente dà prova della data di consegna del plico, con una più generica attestazione.

L’articolo 6 della legge n. 890 – oggi relativo all’obbligo per l’Amministrazione postale di rilasciare un duplicato in caso di smarrimento dell’avviso di ricevimento e all’indennizzo dovuto in caso di smarrimento del plico da consegnare – è sostituito (lett. e) con una disciplina che impone all’operatore postale, entro tre giorni dalla consegna del piego al destinatario, di inviare in formato elettronico la copia dell’avviso al mittente e di conservarne l’originale. Si precisa che lo smarrimento dell’avviso di ricevimento non dà diritto ad alcuna indennità, ma che l’operatore postale incaricato è tenuto a rilasciare, senza spese, un duplicato o altro documento comprovante il recapito del plico in formato cartaceo e farlo avere al mittente. Quanto allo smarrimento del plico, l’operatore postale dovrà corrispondere un indennizzo pari nella misura prevista dall’Autorità.

Anche l’articolo 7 della legge n. 890, relativo alla consegna del plico, è oggetto di sostituzione (lett. f). Senza modificare le disposizioni sulla consegna nelle mani del destinatario, a persona di famiglia o al portiere, la riforma interviene sull’ipotesi di rifiuto di firmare l’avviso di ricevimento stabilendo che:

  • se il destinatario o le persone alle quali può farsi la consegna rifiutano di firmare l’avviso di ricevimento, ciò equivale a rifiuto del piego;
  • in tal caso l’operatore postale deve farne menzione sull’avviso di ricevimento indicando le generalità del soggetto che si rifiuta di firmare;
  • l’avviso di ricevimento, sottoscritto dal solo operatore postale, sarà allora restituito al mittente, unitamente al piego nel caso di rifiuto del destinatario di riceverlo;
  • la prova della consegna è fornita dall’addetto alla notifica nel caso di impossibilità o impedimento determinati da analfabetismo, incapacità fisica alla sottoscrizione.

Con la sostituzione dell’articolo 8 (lett. g), è invece disciplinata l’ipotesi in cui non sia possibile consegnare il plico perché le persone abilitate a riceverlo, lo rifiutano, o per assenza dei destinatari. In tal caso il plico è depositato presso un punto di deposito più vicino al destinatario; a tal fine, l’operatore postale dovrà assicurare un adeguato numero di punti di giacenza o modalità alternative di consegna della corrispondenza inesitata al destinatario, secondo criteri e tipologie definite dall’Autorità di Regolamentazione del settore postale. Anche a seguito del deposito la responsabilità della custodia resta in capo all’operatore postale.

Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito dovrà essere data notizia al destinatario, a cura dell’operatore postale (avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento e ulteriori specifiche sul luogo di deposito). Il deposito si protrae per 6 mesi ma la notifica si dà per eseguita trascorsi 10 giorni dal ricevimento della raccomandata.  La riforma, inoltre:

  • sostituisce l’articolo 9 della legge n. 890, prevedendo che ( h), fermo restando quanto previsto dall’art. 201, co. 3, del D.Lgs. n. 285/1992[1] in tema di notifica delle violazioni al codice della strada, vengano restituiti al mittente – con raccomandata e con indicazione del motivo del mancato recapito – gli invii che non possono essere consegnati per destinatario sconosciuto / trasferito / irreperibile / deceduto o indirizzo: inesatto / insufficiente / inesistente;
  • abroga ( i) l’ormai superato articolo 11 della legge n. 890/82, relativo alla notificazione di atti giudiziari a mezzo della posta nei procedimenti davanti ai giudici conciliatori;
  • modifica ( l) l’articolo 12 della legge, relativo alla notificazione degli atti delle pubbliche amministrazioni, per aggiornare il riferimento normativo al vecchio D.Lgs. n. 29 del 1993 [2] con quello al vigente testo unico del pubblico impiego (D.Lgs. n. 165 del 2001 [3]) e abrogare altre previsioni ormai superate;
  • inserisce nella legge n. 890 del 1982 un nuovo articolo 16-bis (lett. m), al fine di sancire, per quanto non disciplinato dalla medesima legge, l’applicabilità delle disposizioni internazionali vigenti tra gli Stati.

 

Inoltre, il comma 461 interviene anche sulla legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 2014) per inserirvi i seguenti commi:

  • il comma 97-ter, che precisa che, ai fini delle notificazioni a mezzo posta, qualunque riferimento della legislazione vigente all’ufficio postale per mezzo del quale è effettuata la spedizione, si intende riferito al “punto di accettazione” e qualsiasi riferimento all’ufficio postale preposto alla consegna, si intende riferito al “punto di deposito”;
  • il comma 97-quater, che modifica l’art. 18 del Lgs. n. 261 del 1999, al fine di prevedere che le persone addette ai servizi di notificazione a mezzo posta siano considerate pubblici ufficiali. Resta in vigore la disposizione dello stesso art. 18 che qualifica invece, in generale, gli addetti ai servizi postali come “incaricati di un pubblico servizio”;
  • il comma 97-quinquies, che reca una disciplina transitoria, ai sensi della quale le disposizioni dei commi da 97-bis a 97-quater acquistano efficacia a decorrere dall’entrata in vigore del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che disciplina le procedure per il rilascio delle licenze individuali (di cui all’art. 5, co. 2, secondo periodo, del Lgs. n. 261 del 1999). Si specifica, altresì, che le disposizioni di cui alla lettera e) del comma 97-bis si applichino dal 1° giugno 2018.

 

                                           

In relazione a tale ultima disposizione, come già indicato nella delibera 129/15/CONS, che disciplina i titoli abilitativi per l’offerta al pubblico di servizi postali[4], anche per le notifiche di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada, come precisato dalla recente delibera 348/17/CONS[5] dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

(AGCOM), si prevede l’adozione in stretta successione, di due distinti provvedimenti:

  • la regolamentazione della materia, sotto il profilo del regime per il conseguimento della licenza individuale, dei requisiti, degli obblighi, dei controlli e delle procedure di diffida, sospensione o revoca (interdizione) dei titoli che sarà emanata dall’AGCOM;
  • la definizione, consequenziale alla regolamentazione, della procedura per il rilascio dei titoli abilitativi e delle connesse vicende estintive e modificative: durata, modalità di rinnovo, variazioni della domanda di rilascio e cessione a terzi, decadenza che sarà emanata con un apposito regolamento dal Ministero dello Sviluppo Economico (citato dal comma 97-quinquies).

Le disposizioni che attualmente regolamentano i titoli abilitativi per l’offerta al pubblico di servizi postali infatti sono precedenti alle norme della legge n. 124 del 2017 e non contemplano quindi esplicitamente i requisiti per il rilascio delle licenze per i servizi di notificazione di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada (che, come detto, erano assoggettate al regime di monopolio di Poste italiane spa).

La licenza individuale per la fornitura di tali servizi, alla luce delle sopra descritte disposizioni, è infatti una nuova tipologia di licenza (in tal senso anche la delibera 348/17/CONS) che presenta caratteristiche peculiari e richiede ulteriori requisiti rispetto a quelli disciplinati, in via generale dalla delibera 129/15/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dai relativi atti attuativi.

Essa è infatti subordinata a specifici obblighi con riguardo alla sicurezza, alla qualità, alla continuità, alla disponibilità e all’esecuzione dei servizi medesimi (art. 5, comma 2, secondo periodo del decreto legislativo 261/1999) e, con riguardo alla stessa, l’Autorità nazionale di regolamentazione del settore postale deve determinare, sentito il Ministero della giustizia, gli specifici requisiti e obblighi per il rilascio delle licenze individuali relative ai servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari e i requisiti relativi all’affidabilità, alla professionalità e all’onorabilità di coloro che richiedono la licenza individuale per la fornitura dei medesimi servizi (comma 58 della citata legge n. 124 del 2017).

In relazione a tale adempimento l’AGCOM ha emanato il 13 settembre 2017 la sopra citata delibera 348/17/CONS con la quale l’Autorità ha avviato una consultazione pubblica al fine di raccogliere da parte dei soggetti interessati orientamenti ed elementi informativi in ordine alla valutazione della possibile disciplina regolamentare in esito alla emanazione della legge 4 agosto 2017, n. 124, che ha definitivamente liberalizzato il regime della comunicazione a mezzo posta, delle notificazioni di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada.

 

Articolo 1, comma 462-464 (Interventi in materia di servizio postale universale)

 

I commi da 462 a 464, introdotti nel corso dell’esame alla Camera dei deputati, consentono alle parti di intervenire a far data dal 1° gennaio 2020 sui contenuti del contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane. In particolare è consentito l’incremento da 2 a 5 kg del peso massimo degli invii postali rientranti nel contratto di programma (comma 462). Si prevede inoltre la possibilità per i piccoli comuni di stipulare protocolli aggiuntivi con il fornitore del servizio universale per il perseguimento degli standard individuati dal comma precedente (comma 463) e finalizzati a ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna rispetto ai grandi centri urbani; infine il comma 464 definisce la modalità tecnica per l’attuazione dei commi 462 e 463.

 

In particolare il comma 462 stabilisce che il contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane, possa prevedere a far data dal 1° gennaio 2020 la possibilità che, a richiesta di una delle parti, le attività di raccolta, trasporto e smistamento degli invii postali possano ricomprendere anche quelli di peso fino a 5 kg, tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione della fornitura dei medesimi servizi e valorizzando la presenza capillare degli uffici postali appartenenti al fornitore del servizio postale universale.

 

Nell’ambito della relazione illustrativa che ha accompagnato l’emendamento che ha introdotto i sopra indicati commi si segnala che l’intervento è diretto a superare la sostanziale incompatibilità del regime vigente “con i cambiamenti recenti е prospettici del settore postale in generale е dei mercati dei prodotti е dei servizi inclusi nel servizio postale universale” anche in considerazione delle nuove esigenze degli utenti determinate dallo sviluppo dell’e-commerce.

 

Si ricorda che i contenuti del servizio postale universale sono definiti a livello europeo dalla direttiva 97/67/UE del 15 dicembre 1997 (cd. “prima direttiva postale”), come successivamente modificata dalle direttive 2002/39/UE del 10 giugno 2002 (cd. “seconda direttiva postale”) e 2008/6/UE del 20 febbraio 2008 (c.d. “terza direttiva postale”).

La direttiva stabilisce che il servizio universale corrisponde ad un’offerta di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti. In particolare la direttiva stabilisce che rientrano nel servizio universale almeno:

  • lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii postali fino a 2 kg;
  • la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione dei pacchi postali fino a 10 kg (facoltativamente innalzabili a 20 kg dagli Stati membri);
  • i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato. È ricompreso in tale ambito anche l’invio di posta massiva.

 

Il vigente contratto di programma tra Poste italiane e il Ministero dello sviluppo economico andrà a scadenza il 31 dicembre 2019

 

Il nuovo comma consente quindi l’innalzamento del peso degli invii postali da 2 a 5 chili. Ciò al fine di perseguire l’obiettivo della coesione sociale e territoriale, senza discriminazioni tra gli utenti, in conformità alla normativa europea e nazionale, e fermo restando il rispetto della normativa regolatoria di settore.  Secondo quanto previsto dalla delibera dell’Autorità per le garanzie delle comunicazioni n. 396 del 2015, che ha novellato la precedente delibera n. 723 del 2013 i livelli di qualità del servizio postale universale sono i seguenti:

  • per il pacco ordinario (nell’ambito del quale rientrano, ad oggi, gli invii postali superiori ai due chili), Poste Italiane è tenuta al rispetto del seguente obiettivo di qualità: quattro giorni lavorativi successivi a quello d’inoltro nella rete postale nell’90% dei casi.
  • per gli invii postali di Posta Prioritaria (tra i quali quindi potrebbero ora rientrare anche gli invii compresi tra 2 e 5 chili) un giorno lavorativo successivo a quello di inoltro nella rete postale per almeno l’80% degli invii provenienti e destinati a Comuni serviti per 5 giorni a settimana;
  • tra due e tre giorni lavorativi successivi a quello di inoltro nella rete postale per almeno l’80% degli invii provenienti o destinati a Comuni serviti a giorni alterni (entro 4 giorni la percentuale si eleva al 98%).

 

Si desume quindi che il nuovo regime, se attuato nell’ambito del contratto, potrebbe consentire una maggiore velocità di consegna degli invii postali tra i 2 e i 5 chili.

 

Il comma 463 autorizza i piccoli comuni a stipulare appositi protocolli aggiuntivi con il fornitore del servizio postale universale, ai sensi dell’articolo 9, commi 2 е

3, della legge 6 ottobre 2017, n. 158, per ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna effettivi rispetto ai grandi centri abitati e per il perseguimento degli standard di cui al comma 462. Si prevede inoltre che il fornitore del servizio postale universale, nel perseguire obiettivi di razionalizzazione ed efficientamento della fornitura del servizio, anche tenuto conto del perseguimento degli obiettivi di coesione sociale ed economica, valuti prioritariamente eventuali iniziative degli enti territoriali che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi postali in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la capillarità degli uffici postali.

 

L’articolo 9, commi 2 e 3, della legge 6 ottobre 2017, recante misure per il sostegno е la valorizzazione dei piccoli comuni, contiene misure relative ai servizi postali e all’effettuazione di pagamenti.

In particolare le citate disposizioni prevedono che i piccoli comuni, anche in forma associata, d’intesa con la regione, possono proporre, sulla base delle modalità stabilite nel contratto di programma tra il Ministero dello sviluppo economico e il fornitore del servizio postale universale, iniziative volte a sviluppare, anche attraverso l’eventuale ripristino di uffici postali, l’offerta complessiva dei servizi postali, congiuntamente ad altri servizi, in specifici ambiti territoriali, individuati tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione della fornitura dei medesimi servizi e valorizzando la presenza capillare degli uffici postali appartenenti al fornitore del servizio postale universale (comma 2).  I piccoli comuni possono altresì stipulare convenzioni con la società Poste italiane Spa, affinché i pagamenti possano essere effettuati presso gli esercizi commerciali di comuni o frazioni non serviti dal servizio postale, nel rispetto della disciplina riguardante i servizi di pagamento e delle disposizioni adottate in materia dalla Banca d’Italia (comma 3).

 

Il comma 464 infine rimette a uno o più regolamenti del Ministro dell’economia e delle finanze la definizione delle modalità tecniche per l’attuazione dei commi 462 e 463 con riferimento ai singoli regimi interessati.

 

Articolo 1, commi 1134 e 1135 (Proroga Sistri)

 

I commi 1134 e 1135 sono volti, rispettivamente, a prorogare di un anno, ossia fino al 31 dicembre 2018 il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) e non si applicano le sanzioni relative al sistema medesimo, nonché il termine finale di efficacia del contratto con l’attuale concessionaria del SISTRI, e a introdurre l’art. 194-bis nel cd. Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/06) finalizzato all’introduzione di norme volte alla semplificazione del procedimento di tracciabilità dei rifiuti e al recupero dei contributi dovuti in materia di SISTRI.  

 

In particolare, il comma 1134 modifica il comma 3-bis dell’art. 11 del D.L. 101 del 2013 al fine di prorogare fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato con le procedure di cui al comma 9-bis dell’articolo 11 del D.L. 101/2013, e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla responsabilità della gestione dei rifiuti, al catasto dei rifiuti, ai registri di carico e scarico, nonché al trasporto dei rifiuti, antecedenti alla disciplina relativa al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI).

Nello stesso periodo, quindi per tutto il 2018, non si applicano le sanzioni relative al SISTRI, diverse da quelle concernenti l’omissione dell’iscrizione al SISTRI e del pagamento del contributo per l’iscrizione stessa (tali ultime sanzioni, previste dai commi 1 e 2 dell’art. 260-bis del D.Lgs. n. 152/2006, sono infatti già operative dal 1° aprile 2015 e sono ridotte del 50 per cento).

Il comma 1134 modifica altresì il comma 9-bis dell’art. 11 del D.L. 101 del 2013, al fine di prorogare alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato con le procedure di cui al comma 9-bis dell’art. 11 del D.L. 101/2013, e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, il termine finale di efficacia del contratto con l’attuale concessionaria del SISTRI (Selex Service Management S.p.A.) e il termine fino al quale è garantito, alla medesima società, l’indennizzo dei costi di produzione consuntivati. Viene altresì previsto che all’attuale concessionaria del SISTRI venga corrisposta, a titolo di anticipazione delle somme da versare per l’indennizzo dei suddetti costi di produzione e salvo conguaglio, la somma di 10 milioni di euro annui in ragione dell’effettivo espletamento del servizio svolto nel corso dell’anno 2018, come già previsto per gli anni 2015, 2016 e 2017.

 

Il comma 1135 aggiunge il comma 194-bis nel cd. Codice dell’ambiente (D.Lgs. 152/06), che introduce norme per la semplificazione del procedimento di tracciabilità dei rifiuti e per il recupero dei contributi dovuti in materia di SISTRI, al fine di:

  • prevedere l’adempimento delle modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto, di cui agli articoli 190 e 193 del Codice dell’Ambiente, anche in formato digitale, in ottemperanza alle disposizioni del D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice di amministrazione digitale) e per consentire la lettura integrata dei dati riportati;
  • consentire al Ministero dell’ambiente, sentiti il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Ministero dello sviluppo economico, l’Agenzia per l’Italia Digitale ed Unioncamere, l’emanazione di un decreto per la predisposizione del formato digitale degli adempimenti previsti;
  • consentire la trasmissione della quarta copia dei formulari di trasporto prevista al comma 2 dell’articolo 193, anche mediante posta elettronica certificata.

L’art. 193, co. 2 prevede in particolare che una copia del formulario deve rimanere presso il produttore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al predetto produttore dei rifiuti. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.  4) prevedere l’applicazione al contributo di iscrizione al SISTRI, di cui all’articolo 7 del decreto del Ministro dell’ambiente 30 marzo 2016, n. 78, dei termini di prescrizione di cui all’articolo 2946 (Prescrizione ordinaria) del Codice civile, che fissa il termine di prescrizione dei diritti in dieci anni, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente.

L’art. 7 del D.M. n. 78 del 2016 (Regolamento recante disposizioni relative al funzionamento e ottimizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti in attuazione dell’articolo 188-bis, comma 4-bis, del Codice dell’Ambiente) prevede la copertura degli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento del SISTRI a carico degli operatori iscritti mediante il pagamento di un contributo annuale, nella misura e con le modalità indicate nell’allegato 1, che forma parte integrante del decreto. Il contributo è versato da ciascun operatore iscritto per ciascuna attività di gestione dei rifiuti svolta all’interno dell’unità locale. Il contributo si riferisce all’anno solare di competenza, indipendentemente dal periodo di effettiva fruizione del servizio e deve essere versato al momento dell’iscrizione. Negli anni successivi, il contributo è versato entro il 30 aprile dell’anno al quale i contributi si riferiscono. Tale disposizione si applica anche agli operatori che hanno aderito volontariamente al SISTRI anche qualora, nel medesimo anno solare, optino per il ritorno al sistema cartaceo.

5) prevedere l’adozione di procedure per il recupero dei contributi SISTRl dovuti e non corrisposti e delle richieste di rimborso o conguaglio da parte degli utenti del sistema SISTRI, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente, nel rispetto dei seguenti criteri direttivi:

  1. comunicazione di avvio del procedimento con l’invio del sollecito di pagamento, prima di procedere alla riscossione coattiva del credito vantato dal Ministero dell‘ambiente per contributi SISTRI dovuti e non corrisposti o corrisposti parzialmente;
  2. determinazione unitaria del debito o del credito, procedendo alla compensazione dei crediti maturati a titolo di rimborso con quanto dovuto a titolo di contributo;
  3. previsione di modalità semplificate per la regolarizzazione della posizione contributiva degli utenti obbligati al pagamento del contributo SISTRI, fino all’annualità in corso alla data di approvazione della disposizione, che non vi abbiano provveduto o vi abbiano provveduto parzialmente, mediante

ravvedimento operoso, acquiscienza, o accertamento concordato in contradditorio;

  1. d) definizione di strumenti di conciliazione giudiziale, al fine di favorire il raggiungimento di accordi, in sede processuale, tra il Ministero dell’ambiente e gli utenti del sistema SISTRI per i profili inerenti il pagamento o il rimborso del contributo SlSTRI.

6) prevedere l’estinzione della sanzione dovuta per il mancato pagamento del contributo per l’iscrizione, prevista all’art. 260-bis, comma 2 del Codice dell’Ambiente, senza il pagamento di interessi, a seguito dell’esperimento delle procedure indicate al comma 2 e della regolarizzazione della posizione contributiva.

 

 

 

 

Articolo 1, comma 1140 (Proroghe termini in materia di trasporti)

 

Il comma in esame, introdotto durante l’esame presso la Camera dei deputati, prevede un differimento dei termini di entrata in vigore delle disposizioni in materia di documento unico di circolazione.

 

L’emendamento aggiunge il comma 1140, che prevede un differimento dei termini di entrata in vigore delle disposizioni in materia di documento unico di circolazione, introdotto dal decretolegislativo n. 98 del 2017.

 

Il decreto legislativo prevede che all’attuale documentazione della proprietà degli automezzi che prevede due documenti, il certificato di proprietà e la carta di circolazione, si sostituisca un unico documento (“a decorrere dal 1° luglio 2018, la carta di circolazione, redatta secondo le disposizioni contenute nella direttiva 29 aprile 1999, n. 1999/37/CE del Consiglio, costituisce il documento unico contenente i dati di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi ricadenti nel regime dei beni mobili registrati di cui al libro VI, titolo I, capo III, sezione I, del Codice civile”).

 

La presente disposizione prevede, in particolare, alla lettera a) il differimento dal 1° luglio 2018 al 1° gennaio 2019 della data dalla quale la carta di circolazione (definita documento unico di circolazione) costituisce il documento unico contenente i dati di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi.

Conseguentemente, alla lettera b) differisce al 1° gennaio 2019 l’entrata in vigore di quanto previsto dall’articolo 5, commi 1 e 2, del medesimo decreto legislativo che disciplina le abrogazioni delle norme del Codice della strada incompatibili con il nuovo sistema e le relative norme di coordinamento.

[1] Recante Nuovo codice della strada. Il citato art. 201 disciplina la Notificazione delle violazioni e il richiamato comma 3 prevede che alla notificazione si provveda a mezzo degli organi indicati nell’ art. 12, dei messi comunali o di un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione, con le modalità previste dal codice di procedura civile, ovvero a mezzo della posta, secondo le norme sulle notificazioni a mezzo del servizio postale. Nelle medesime forme si effettua la notificazione dei provvedimenti di revisione, sospensione e revoca della patente di guida e di sospensione della carta di circolazione. Comunque, le notificazioni si intendono validamente eseguite quando siano fatte alla residenza, domicilio o sede del soggetto, risultante dalla carta di circolazione o dall’archivio nazionale dei veicoli istituito presso il Dipartimento per i trasporti terrestri o dal P.R.A. o dalla patente di guida del conducente.

 

[2] Recante Razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell’articolo 2 della L. 23 ottobre 1992, n. 421.

 

[3] Recante Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.

[4] Tale delibera ha altresì rimesso al Ministero dello sviluppo economico il compito di emanare un disciplinare avente ad oggetto le procedure per il rilascio delle licenze individuali e per il conseguimento delle autorizzazioni generali nonché il periodo (non superiore a sei anni) di validità della licenza individuale o autorizzazione generale, le modalità di rinnovo e di comunicazione delle variazioni degli elementi forniti al momento della presentazione delle richieste di rilascio dei titoli, la procedura di cessione a terzi e le ipotesi di decadenza. Tale disciplinare è stato emanato con il decreto ministeriale 29 luglio 2015 (che ha abrogato il precedente decreto ministeriale 4 febbraio 2000 n. 73).

 

[5] Con la quale l’Autorità ha avviato una consultazione pubblica al fine di raccogliere da parte dei soggetti interessati orientamenti ed elementi informativi in ordine alla valutazione della possibile disciplina regolamentare in esito alla emanazione della legge 4 agosto 2017, n. 124, e contenente, in allegato, il documento sulla regolamentazione del rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari, e comunicazioni connesse e di violazioni del codice della strada.

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