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IL CASO – Richiesta di costi da parte di InfoCamere per la ricerca degli indirizzi PEC

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Questo Comando ha contattato il Ministero dello Sviluppo Economico per avere delucidazioni circa l’attivazione delle ricerca massiva degli indirizzi di posta elettronica certificata nella banca dati dell’INI-PEC, in considerazione degli alti volumi di verbali da notificare.

A seguito di ciò il Ministero ha dirottato la richiesta a InfoCamere S.C. p.A., che tramite la propria infrastruttura tecnologica, gestisce l’INI-PEC per conto del medesimo Ministero. InfoCamere, quindi, ci comunicava che il servizio è a pagamento e ci inoltrava l’offerta economica, consistente in un canone annuo ed un costo per visura.

Rileggendo la circolare del Ministero dell’Interno n. 300/A/1500/18/127/9 del 20/02/2018 esplicativa del decreto interministeriale del 18/12/2017 si fa esplicito riferimento al fatto che la consultazione dei pubblici registri per reperire le PEC, e quindi anche l’INIPEC, avviene a titolo non oneroso, evidenziando che, in considerazione di ciò, nessun costo aggiuntivo a titolo di spese di accertamento può essere addebitato a chi è tenuto al pagamento della sanzione. Questo indirizzo contrasta con quanto richiesto da InfoCamere e pertanto questo Comando si trova in difficoltà se imputare o no le relative spese nel verbale. Per quanto sopra esposto chiedo se la questione è stata approfondita e in caso affermativo in che termini.

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