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Tutor spenti in autostrada, è ufficiale

Fonte: repubblica.it

tutor autostrada avviso

Le sentenze si rispettano e i Tutor sono nella maggior parte dei casi già spenti. I tempi di quello che gli esperti vedono come un’apocalisse per la sicurezza stradale sono misteriosi (si teme ovviamente il “liberi tutti” con automobilisti scatenati sulle autostrade) ma la decisione è presa perché dopo la sentenza del 10 aprile quando la corte di appello di Roma ha respinto l’istanza della Società Autostrade non si può fare altrimenti.

Lo stop è insomma definitivo, e famoso controllo elettronico di velocità media fra una porta e un altra, il Tutor, gestito dalla Polizia  Stradale, non funziona più.

Si potrà quindi correre liberamente in autostrada? La domanda sembra folle ma è quella che si fanno in questo momento tutti gli italiani. E la risposta è ovviamente no: sulle autostrade torneranno pistole laser, autovelox e altri sistemi di rilevazione di velocità. Quindi, per capirci, chi prima avendo una notevole capacità economica ignorava i Tutor (poteva non comunicare all’autorità i dati del conducente e quindi pagare una seconda multa di 282 euro senza alcuna decurtazione dei punti dalla patente), ora dovrà stare più attento perché come avviene in altri Paesi europei potrebbero arrivare anche in Italia contestazioni immediate di violazioni di velocità grazie all’uso di doppie pattuglie. Una che constata la violazione, l’altra più avanti che blocca l’auto. In questo caso, patenti a rischio, altro che “via libera per tutti”.

Di certo per adesso c’è la fine del Tutor. Un fine che nasce dalla nota sentenza scattata il 10 aprile scorso fra Autostrade per l’Italia e la Craft l’azienda che ne rivendica i diritti sul brevetto. Ma sarà una fine definitiva? O solo momentanea? La seconda ipotesi sembra la più plausibile perché parliamo di un cavillo giuridico, quindi di soldi.

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