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La giungla della auto usate in Italia: il 50% ha il contachilometri taroccato. Il Parlamento Ue chiede misure urgenti per proteggere i consumatori

Fonte: europa.today.it

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Hai comprato un auto usata in Italia? Hai il 50% di probabilità che il suo contachilometri sia taroccato. Se l’hai fatto in Polonia e Romania la percentuale di rischio schizza all’80%: non è una roulette russa per i consumatori-autisti, ma poco ci manca e il tutto grazie al fatto che mancano regole stringenti in Europa sui controlli nel mercato delle vetture usate ed in particolare sui loro km percorsi. Per ovviare a questa lacuna il Parlamento Ue ha chiesto oggi – con una risoluzione approvata a larghissima maggioranza, 577 sì, 32 no e 19 astensioni – alla Commissione di presentare entro 12 mesi una proposta legislativa per contrastare la manomissione dei contachilometri. Tra le misure contemplate, la possibilità per gli Stati di imporre sanzioni anche penali per chi tarocca i giri del contachilometri.

Italia: troppe frodi e poche norme

In Italia, secondo uno studio del Parlamento Ue realizzato l’anno scorso, tra il 2011 e il 2013 sono state vendute circa 2,5 milioni di auto di seconda mano all’anno, di queste la metà aveva il contachilometri manomesso. Una situazione allarmante, ma non casuale, visto che nel Belpaese le norme sui controlli sono assai blande: l’Italia non rientra infatti tra i Paesi europei dove vige l’obbligo di registrazione del chilometraggio durante l’esame tecnico periodico, né tra quelli dotati di un regolamento specifico per la registrazione del chilometraggio. In Belgio ed Olanda, dove invece i controlli e le registrazioni dei chilometraggi sono obbligatori, le frodi sono state praticamente azzerate.

La richiesta del Parlamento Ue

Per ovviare a questa situazione a macchia di leopardo e che implica grossi danni ai consumatori e alla sicurezza stradale, Strasburgo propone che la registrazione delle letture del contachilometri sia obbligatoria a ogni controllo tecnico periodico, a ogni ispezione, servizio, operazione di manutenzione e riparazione effettuata sul veicolo e ad ogni altra visita di officina. Il tutto a partire dalla prima immatricolazione del veicolo.

I deputati chiedono inoltre alla Commissione di monitorare il modo in cui i produttori di auto attuano le strategie di protezione dalle manomissioni richieste dalle attuali norme Ue e di stabilire criteri chiari per controllare efficacemente che i contachilometri siano a prova di manomissione.

Taroccare diventi un reato penale

Anche se la manomissione ha un impatto negativo sulla sicurezza stradale, solo sei Paesi dell’UE riconoscono la “manipolazione del contachilometri” come reato penale, dicono i deputati, che invitano, quindi, tutti i paesi dell’Ue a farlo.

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