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Divieto di riposo in cabina: le risposte a tutte le domande

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Il divieto di trascorrere in cabina il riposo lungo di 45 ore esiste in Italia da appena un mese. O meglio, esisteva anche da prima, ma di fatto viene sanzionato soltanto dal 30 aprile scorso, da quando cioè il ministero dell’Interno ha emesso una circolare in cui ha ribadito che il riposo svolto in cabina equivale a uno «non goduto» e che di fronte a una tale eventualità scatta la sanzione più grave prevista dall’art. 174 comma 7, vale a dire da 425 a 1.701 euro con una decurtazione di 5 punti dalla CQC.
Senonché nell’ultimo mese sono state tantissime le richieste di conducenti dubbiosi, che ci interrogavano rispetto alle modalità con cui si applicherà la nuova normativa. Così, dopo aver preso contatto con gli organi deputati ai controlli, proviamo a formulare una risposta che contenga una soluzione a tutti i dubbi che vi avete segnalato.

Innanzi tutto facciamo un passo indietro spiegando brevemente di cosa parliamo. L’oggetto del divieto, infatti, riguarda il riposo settimanale, disciplinato da tre precise regole. La prima regola da tener presente è che tale periodo deve cominciare, al massimo, dopo 6 periodi di 24 ore (quindi complessivamente 144) dal termine del precedente riposo di settimanale (Reg. CE 561/06 art. 8 comma 6) ovvero da quando ha iniziato la propria attività. Quindi, volendo esemplificare, immaginate un conducente che inizia l’attività alle ore 06 del lunedì mattina: il suo riposo settimanale a quel punto dovrà iniziare al massimo entro le 06 della domenica successiva. In questo lasso di tempo dovrà rispettare ovviamente le «ore di guida» massime (56 in una settimana e 90 in due settimane consecutive).

Una seconda regola riguarda la durata. Il riposo settimanale, nella sua forma regolare, deve essere di almeno 45 ore consecutive, ma può essere ridotto a un minimo di 24 ore a patto però, in tal caso, di recuperare le ore mancanti (rispetto alle 45) entro la fine della terza settimana successiva alla settimana in questione. Inoltre è necessario tenere ben presente che nelle due settimane consecutive il conducente non può effettuare due riposi ridotti (inferiori alle 45 ore), ma può invece effettuare due riposi settimanali regolari di almeno 45 ore oppure uno regolare e uno ridotto o viceversa (Reg. CE 561 art. 8 comma 6).

Pertanto, se per esempio un conducente svolge un riposo di 36 ore consecutive, il successivo fine settimana dovrà effettuare obbligatoriamente un «riposo regolare di almeno 45 ore», ricordandosi anche di recuperare le ore fatte in meno (45 ore – 36 ore = 9 ore) entro la fine della 3^ settimana successiva.

Attenzione, ciò non vuol dire – come molti hanno scritto – che un autista non può lavorare due sabati consecutivi. Può farlo tranquillamente, ma dovrà tenere conto che il secondo lunedì successivo potrà iniziare l’attività solo dopo aver effettuato un riposo di almeno 45 ore consecutive. Tale regola dell’alternanza vige anche se, durante la settimana, il conducente recupera subito il debito di ore frutto del riposo ridotto.

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